Samhain, per gli amici Halloween

     Domani è l’ultimo di ottobre, e ovviamente domani notte si festeggerà Samhain (Halloween nella cultura popolare). Voglio scrivere questo post per parlare un po’ di questa festività, della sua origine, del suo significato antico e di quello attuale, e delle numerose polemiche che suscita.
   Intanto Samhain è una festa celtica, e i celti suddividevano l’anno secondo i ritmi dei raccolti. Per loro ottobre era l’ultimo mese del periodo dei raccolti, e con novembre iniziava il periodo invernale. Avendo i celti una visione ciclica dello scorrere del tempo, a differenza della nostra che è lineare, erano convinti che il passaggio da un ciclo all’altro fosse caratterizzato da una frattura; un momento in cui non ci si trova né in un tempo, né in quell’altro. Questo momento di passaggio viene oggi fatto coincidere con la fine di ottobre e l’inizio di novembre, su cui poi la chiesa ha modellato la tradizione di onorare i santi e i morti per l’impossibilità pratica di cancellare completamente le antiche tradizioni pagane. Cosa che si è verificata anche nella collocazione delle festività natalizie sul calendario.
    Il modo in cui veniva festeggiata questa ricorrenza si articolava su più livelli. Sembra che non mancassero riti orgiastici, rottura delle norme e momenti di sregolatezza, come avviene nel nostro carnevale, ma uno dei punti fondamentali e caratteristici è la credenza che i morti, durante la notte di Halloween, escano dalle tombe per passare del tempo in compagnia dei vivi. Questa cosa che viene considerata macabra e scandalosa dai professori di religione e dai catechisti, era in realtà vissuta serenamente dai pagani, che lasciavano del cibo e del latte sul tavolo apparecchiato anche per i parenti defunti, in segno di accoglienza e rispetto.
    Esisteva anche, naturalmente, un lato oscuro di questa notte così particolare: anche le forze del male si scatenavano e giravano per il mondo. I druidi scavavano delle rape che usavano come lanterne e accendevano fuochi sacri con cui tenere lontani gli spiriti malvagi.
    La famosissima zucca è una modificazione recente dell’usanza antica di intagliare rape e altri vegetali (che si ritrova anche in italia) che vengono usati come lanterne. Il suo perché lo si ritrova nella leggenda irlandese di Jack o’ Lantern (Giacomo della lanterna), che vi cito da Wikipedia:

Jack, un fabbro astuto, avaro e ubriacone,un giorno al bar incontrò il diavolo. A causa del suo stato d’ebrezza, la sua anima era quasi nelle mani del diavolo, ma, astutamente, riuscì a far trasformare il diavolo in una moneta promettendogli la sua anima in cambio di un’ultima bevuta. Jack mise il diavolo nel su borsello, accanto ad una croce d’argento, cosicché egli non potesse ritrasformarsi. Allora il diavolo gli promise che non si sarebbe preso la sua anima nei successivi dieci anni e Jack lo lasciò libero.

Dieci anni dopo, il diavolo si presentò nuovamente e Jack gli chiese di raccogliere una mela da un albero prima di prendersi la sua anima. Al fine di impedire che il diavolo discendesse, il furbo Jack incise una croce sul tronco. Soltanto dopo un lungo battibecco i due giunsero ad un compromesso: in cambio della libertà, il diavolo avrebbe dovuto risparmiare la dannazione eterna a Jack. Durante la propria vita commise tanti peccati che, quando morì, rifiutato dal paradiso e presentatosi all’Inferno, venne “cordialmente” scacciato dal demonio ricordandogli il patto e ben felice di lasciarlo errare come anima tormentata. All’osservazione che era freddo e buio, il demonio gli tirò un tizzone ardente (eterno in quanto proveniente dall’inferno) che Jack posizionò all’interno di una rapa che aveva con se.Cominciò da quel momento a girare senza tregua alla ricerca di un luogo di riposo sulla terra. Halloween sarebbe dunque il giorno nel quale Jack, va alla caccia di un rifugio. Gli abitanti di ogni paese sono tenuti ad appendere una lanterna fuori dalla porta per indicare all’infelice anima che la loro casa non è posto per lui.
Quindi, inizialmente, la verdura utilizzata come lanterna era la rapa. Successivamente, però, a causa della grande “carestia delle patate” in Irlanda, moltissimi irlandesi emigrarono in America, sostituendo alla rapa la più diffusa zucca americana.

da “Wikipedia, l’enciclopedia libera”

   E adesso veniamo ai giorni nostri. Che senso ha festeggiare Halloween visto che nessuno di noi crede realmente a quanto i celti attribuivano a questa notte? Be’, diciamo che per passare una notte di festa con gli amici e divertirsi un po’ non è necessario credere a tutto quello che a tale giorno viene tradizionalmente associato. Nonostante quello che dica la chiesa, la maggior parte delle persone che conosco è profondamente, o superficialmente, atea, eppure il natale lo festeggia lo stesso. Certo con un atteggiamento diverso, al quale ci dovremmo astenere dal dare un giudizio morale. In ogni caso ritengo che festeggiare sia una cosa che dovrebbe riguardare le persone nel profondo, e non uno schema superficiale tradizionale imposto culturalmente. Sono anche contrario alle feste comandate perché capita troppo spesso che non si sia nell’umore adatto per festeggiare una certa ricorrenza ma ci si trova a dover stare con i parenti rompi-scatole o a dover fare cose che non ci si sente in vena di fare. Ebbene penso che una festa come Halloween, giusto a metà tra l’inizio della scuola e le vacanze di natale, sia un momento perfetto per quelli che desiderano un po’ di svago (che sia sempre sano e rispettoso del prossimo).
    La cosa che mi ha sempre dato più fastidio è il sentire persone dire “Ah! Halloween! Non fa parte delle nostre tradizioni! Dobbiamo festeggiare i santi!”. I santi? E perché? Il santo che portava il mio nome era un cardinale inquisitore molto intransigente e rigido e ha condannato a morte tantissime persone. Non sono credente e come me una valanga di altre persone. In nome di che cosa dovremmo festeggiare questa ricorrenza che non sentiamo nostra? Il fatto che in questo paese si sia festeggiata da secoli è veramente così rilevante? Giustifica davvero il dover martellare su questo punto? Inoltre non riesco assolutamente a capire cosa si intenda per tradizione e non-tradizione. 
    Vedete, la Chiesa ha sempre un bel daffare nel cercare di estirpare ogni influenza esterna sulla cultura dei paesi cattolici, e in particolare dell’Italia, E demonizza tutto ciò che non è una diretta emanazione della sua influenza sulla società. “Halloween non fa parte della nostra cultura!” no eh? E il cristianesimo allora come ci siamo trovati ad avercelo tra capo e collo? Le conversioni forzate, le persecuzioni, la discriminazione dei pagani e i battesimi imposti sotto la minaccia di far finire tuo figlio nel limbo sono quello che ha portato l’Europa a Cristianizzarsi. Con buona pace per coloro che fanno sempre riferimento a ipotetiche “radici cristiane dell’Europa”.
    La nostra Chiesa è stata la principale responsabili di tradizione autoctone e millenarie: dove arrivavano i missionari, strappavano con la forza millenni di tradizioni e cultura e hanno devastato l’identità di popolazioni in Africa, in America, nel sud-est asiatico (per citare i più recenti) dopo aver completamente represso ed oppresso i culti originari dell’Europa, e dopo essersi espansa grazie alla sua utilità in quanto strumento politico.
      Io non mi sento cristiano, la cultura cristiana non fa parte di me. E il fatto che gli insegnanti di religione e i preti parlino con disprezzo di individui come me dicendo “Il cristianesimo è inscindibile dalla cultura occidentale: pensiamo a Dante, ai quadri rinascimentali, a Manzoni…bla bla…religione e cultura…bla bla…non puoi capire la cultura senza religione…bla bla” ah no? E come si spiega che riusciamo benissimo a capire certe particolarità culturali di lavori come Iliade, Odissea, ed Eneide (per rimanere in ambito classico) nonostante nessuno di noi sia cresciuto in quei sistemi di valori, miti e credenze religiose che permeano fortemente i capolavori dell’epica classica? Studiare la religione cristiana così come studiamo quella romana e quella e greca, o egizia, senza sentirle nostre, sarebbe un approccio molto più sano e adulto, oltre che obiettivo, rispetto al volerci a tutti i costi convincere che la nostra identità si basa sul cristianesimo e senza di esso noi non saremmo nessuno.
        “Halloween è una festività macabra”. Forse. E una riproduzione di un cadavere con qualche osso sbriciolato, contorto in una posa sgraziata , pieno di sangue, con un buco nella pancia e con dei chiodi nelle mani e nei piedi non è macabra, invece? Mettere piede in una chiesa per trovarci in bella mostra scheletri sotto teche, denti, lingue, dita, pezzi di mandibola, tibie, peroni, unghie, bulbi oculari pezzi di non si capisce bene quale parte del corpo di qualche santo non è macabro? Contestare ad Halloween di essere una ricorrenza macabra è un punto talmente debole e ridicolo che mi sembra di sprecare fiato a commentarlo.
          La maggior parte di noi, sebbene ci abituino a credere che la gioia delle feste si trova in Dio e nella condivisione dell’amore nel lodarlo etc, si renderà conto di quanta maggiore allegria e gioia ci sisano nel festeggiare un natale Ateo, senza Gesù bambini di mezzo. Io ho provato questa esperienza, e non ho visto nessun satanismo commerciale permeare l’atmosfera della casa dove mi trovavo. Ho visto soltanto tanta allegria e felicità in una famiglia di persone che si volevano bene e avevano deciso di trovarsi per condividere una giornata insieme e sentirsi uniti. Tutto questo nella ricorrenza religiosa non sono mai riuscito a trovarlo.
             Halloween è soltanto un giorno come tanti altri, con un pretesto in più: il giorno dopo siamo a casa da scuola, e abbiamo una serie di attività da poter fare per stare insieme. Intagliare una zucca l’avevo fatto anche da bambino con il mio cattolicissimo nonno. Siamo stati una mattina intera insieme ed eravamo felicissimi, poi, di contemplare il nostro risultato accendendoci una candela all’interno. Niente di macabro, niente di satanico, niente di sovversivo. A scuola avevamo fatto un piccolo carnevale vestendoci da streghe o mostri, e c’erano piccole zucche intagliate dalle maestre. Ero solo in seconda elementare quella volta, e ricordo quanto mi era piaciuta quell’atmosfera allegra. Che cosa mai può esserci stato di male in tutto ciò?
               Forse che la chiese vede sempre di più le sue fondamenta sgretolarsi. Vede che dopo duemila anni di oppressioni, violenze e imposizioni la gente ha finalmente iniziato a piantare Lei e le Sue polemiche nel loro brodo e a vivere la propria vita. Vivere seguendo il proprio cuore, con onestà e trasparenza, questo lo possono fare tutti, e non c’è bisogno di un ottantenne celibe che ti parli di questi valori e cerchi di importeli demonizzando tutto.

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