Lewis Chessmen

Novembre è un mese davvero meraviglioso, e non soltanto perché il 13 festeggio il mio compleanno! Le giornate fino alla settimana scorsa sono state davvero particolari. C’era sole e la temperatura non è mai scesa fino allo zero. Questa settimana invece c’è stata una nebbia densissima giorno e notte…in effetti non è stato affatto male rimanersene rintanati in casa: ho potuto gustarmi più di una tazza di idromele caldo con ginepro, zenzero, cannella, castagne e noce moscata. Un intruglio che resuscita i morti: provare per credere!

   Come ho anticipato prima, il 13 ho compiuto gli anni. Non è stata affatto una brutta giornata, la prima che ha salutato l’Italia senza Berlusconi, inoltre il tempo era abbastanza bello. Il giorno prima sono andato nei campi dietro casa, che la regione ha deciso di usare come area di rimboschimento, piantando tantissimi alberi. La temperatura era quasi primaverile (oggi, dopo solo una settimana, arriviamo ai -2° la notte) e il cielo era limpido. Sebbene gli alberi nuovi fossero piantati in filari regolari, il fatto che fossero tutti di dimensioni e tipi e diversi rendeva il risultato finale molto più naturale di quanto non si possa immaginare. Soprattutto per uno abituato ai paesaggi antropizzati della campagna lombarda. Giusti ieri sono ritornato nel pomeriggio in quel medesimo posto, e la presenza della nebbia che fluttuava a mezz’aria e la luce fioca del crepuscolo facevano sembrare il boschetto una location ideale per Silent Hill. I colori adesso sono già spenti e gli alberi più spogli, ma una settimana fa la tavolozza era molto più accesa e vitale.

   Per il mio compleanno ho ricevuto, direttamente dalla Scozia, un libro interessantissimo, Druids: Preachers of Immortality, un saggio storico di una studiosa, Anne Ross, tra i numerosi in adozione presso l’università di Edimburgo nel corso Celtic Studies. Un testo importante dunque, ma anche di lettura facile se si conosce un po’ l’inglese, ed anche piuttosto scorrevole. Era da un po’ che volevo approfondire la questione dei druidi, ma ovviamente in lingua italiana si trovano libri decenti soltanto per quanto riguarda la storia romana e quella dell’arte…quasi che tutto il resto della cultura europea non sia altrettanto degno di interesse. Non riesco a capire come mai in lingua inglese si debba sempre trovare di tutto e di più. Testi letterari e storici di qualsiasi paese e di qualsiasi cultura, mentre in italiano la scelta è sempre e comunque molto ristretta e spesso e volentieri economicamente proibitiva. Quando entrate in una libreria britannica trovate delle selezioni molto più soddisfacenti (a parer mio). Nelle librerie italiane si trovano quintalate di classici greco latini (e tra quelli spesso compare anche Dante…va be’!) e di testi di storia romana e di fascismo. Se va bene c’è qualche libercolino sugli etruschi e sui celti che costa 20 euro e non dice niente di più di quello che potremmo trovare su Wikipedia. 
Un altro regalo che ho ricevuto, e che di per sé non è nulla di speciale, ma il fatto di avercelo in casa mi rende molto felice, è una riproduzione a grandezza naturale di uno dei pezzi della scacchiera vichinga ritrovati sull’isola di Lewis. Mi sarebbe piaciuto avvalermi di un bel copia incolla da wikipedia per spiegarvi in cosa risiede l’importanza di questi pezzi ma ovviamente, la pagina in italiano non esiste. Sostanzialmente sono il favoloso risultato di una scoperta casuale. La leggenda vuole che nel 1831, una mucca stesse pascolando nei pressi di Uig, una baia sull’isola di Lewis (Eilean Leòdhais), e dissotterò un “kist”. Ovvero una sorta di cofano interrato fatto di pietra (in pratica un buco tenuto aperto da pezzi di pietra che fungono da pareti) coperto da una roccia. In genere ci si seppellivano i cadaveri, ma quando il proprietario della mucca lo aprì, al sue interno c’erano 78 pezzi di scacchiere vichinghe. L’ipotesi più accreditata è che siano state create in Norvegia, a Trondheim (l’allora capitale), nel XII seolo, dove esistevano artisti specializzati, e dove è stato ritrovato un pezzo simile, durante uno scavo, che è risultato essersi rovinato durante l’intaglio. In seguito i pezzi sarebbero stati trasportati da un mercante per essere acquistate dalla nobiltà norvegese. La Norvegia all’epoca controllava le isole scozzesi che, assieme all’isola di man erano appunto dette “regno delle isole”.
Probabilmente in una situazione di emergenza, il commerciante si è trovato a dover nascondere le sue merci preziose (i pezzi sono tutti in avorio e intarsiati in modo davvero magistrale), che ha sotterrato in quel “kist” senza poi poter più recuperare. Oggi sono esposte in parte al British Museum e in parte al National Museum of Scotland. Io sono riuscito a vederle e fa davvero un certo effetto per un appassionato di cultura vichinga, che al contempo ami la Scozia, come il sottoscritto! Vi lascio con una bella immagine che comprende alcuni dei pezzi. Quello che ho ricevuto in regalo è il re, quello nel mezzo! 

    

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