Consigli di lettura

  In quanto studente di scandinavistica, mi si chiede spesso di dare consigli su letture utili ad approfondire quello che l’appassionato medio riesce a trovare online. In questo post voglio infatti proporre qualche titolo che possa interessare a chi desidera conoscere di più le letterature nordiche, ma non sa da dove cominciare.
  Bisogna innanzitutto dire, come non ho mai mancato di ripetere in articoli precedenti, che la situazione editoriale in Italia per quanto riguarda le letterature medievali antiche è davvero penosa. Si trovano pochi testi, spesso editi male, ancor più spesso costosissimi. Per i periodi letterari nordici più recenti, però, ci viene in aiuto Iperborea, casa editrice con cui ogni buon appassionato della Scandinavia dovrebbe essere familiare.  In effetti, questa piccola casa editrice, sforna in continuazione traduzione di alto livello qualitativo, spesso commentate e annotate, prodotte da esperti del settore (spesso sono professori della mia università). Per chi volesse una buona infarinatura di base sulle letterature nordiche tout-court, vi consiglio appunto due piccoli compendi editi da Iperborea:

Il primo è un po’ datato (1999), ed è stato pubblicato in occasione di una mostra dal medesimo nome: Dal mondo delle saghe a quello di Sofia. E’ un testo davvero piccolo e breve. Un centinaio di pagine, e per chi si aspetta analisi approfondite e paginoni con curiosità sugli autori medievali, devo dire che sarà deludente. Il fatto è che il volumetto si pone come una cronologia letteraria della Norvegia in traduzione italiana, dal medioevo alla contemporaneità, e offre un excursus rapido degli autori, indicando i testi disponibili in traduzione. Utilissimo per farsi un’idea e trovare indicazioni per la lettura, meno utile per gli invasati di antichità nordiche. Fantastico se sentite di un autore che vi ispira e volete vedere quali testi sono disponibili nel nostro paese. Per non parlare della veduta di ampio respiro che offre sull’intera storia letteraria norvegese. In effetti le parti introduttive ai vari periodi storici sono curate ed esaustive. 
Un testo che si legge velocemente e che lascia davvero parecchio in mano.
 Il secondo, Dai Gesta Danorum alla scena del crimine, è stato pubblicato il mese scorso, in occasione dell’evento Caffè Copenaghen (festival di cultura danese), che si concluderà il prossimo lunedì. Il testo è affine al precedente, ma riferito alla storia letteraria danese. Con una punta di gelosia, devo ammettere di preferire questo all’altro sulla storia letteraria norvegese, perché più curato e completo. Tra gli autori figurano Andrea Meregalli, il “capo” della sezione di scandinavistica all’università degli studi di Milano, nonché mio carissimo professore, e Camilla Storskog, docente di letterature scandinave nella stessa università (nonché bravissima a motivare gli studenti e fantastica negli esami ndr.). Se la Danimarca vi è mai vagamente interessata, fiondatevi su questo libro! Per quanto breve (132 pagine), non manca di nulla, e devo dire che non mi sarebbe dispiaciuto averlo a disposizione due anni fa quando stavo preparando letterature scandinave I, dove bisogna preparare la storia scandinava dall’età del ferro al XIX secolo e la storia letteraria dal medioevo islandese agli albori dell’età contemporanea. Se siete/sarete studenti di scandinavistica, valutate la possibilità di procurarvi questi testi.

  Adesso passiamo ai testi per “invasati”. Alcuni libri interessanti ho già avuto modo di affrontarli, come I Miti Nordici di Gianna Chiesa Isnardi, per ulteriori informazioni vi rimando ai miei articoli più vecchi. Ho già avuto modo di prepararvi psicologicamente al fatto che la maggior parte del materiale non è disponibile in italiano, ma in inglese. La stragrande maggioranza del sapere umano è ormai disponibile in questa lingua meravigliosa, oggi ufficialmente lingua franca della cultura, per cui vale la pena conoscerla bene a prescindere dal proprio indirizzo di studio.
I primi libri che voglio consigliarvi sono editi dalla forgotten books, una casa editrice che recupera e rivitalizza testi antichi ristampandoli oppure stampa scannerizzazioni di testi antichi…anche se non sempre con risultati apprezzabili. Ad esempio, ho acquistato l’anno scorso A Grammar of Icelandic or Old Norse Tongue, di Rasmus Rask, linguista danese e tra i più importanti pionieri della filologia germanica. I caratteri erano stampati in modo irregolare nell’edizione originale (come capita con le presse meccaniche di una volta, per cui l’inchiostro non si distribuisce in modo sempre perfetto), e i difetti si ripetono in questa ristampa digitale, così che capita che alcune parti di lettere, specie i gambi delle P o le aste delle A, appaiano sfocati o non appaiano del tutto. La maggior parte del testo (in traduzione inglese) è comunque leggibile, e il prezzo bassissimo compensa abbondantemente il difetto di stampa. I testi che vi voglio proporre però, sono ristampati con caratteri moderni e per ciò sono leggibilissimi.
Il primo è l’Heimskringla di Snorri, a cui ho dedicato un ampio articolo poco tempo fa. L’opera fondante dell’identità norvegese e uno dei capolavori della letteratura medievale europea. L’edizione è impostata in modo che ogni saga è divisa in piccoli capitoli, ciascuno avente un titoletto che ne riassume il contenuto. La lettura/rilettura è così molto agevolata. Si tratta di un bel librozzo di più di 680 pagine, per i più temerari o per i più appassionati.
  Il secondo titolo, della stessa casa editrice, è la traduzione inglese del testo originariamente in latino classico, dello storico e forse chierico danese Saxo Grammaticus (Sàssone Grammatico), che lavorava presso la corte dell’Arcivescovo di Lund, città oggi svedese ma allora danese, perché dovete sapere che un tempo la Danimarca comprendeva anche la parte più meridionale della Svezia, chiamata Scania, dove ancora oggi si parla una varietà di transizione tra danese e svedese. L’arcivescovo Ansalon, per inciso, è considerato il fondatore di Copenaghen (København, Il porto dei mercanti, dal danese Købeman-mercante e havn- porto) Il libro si intitola The danish History of Saxo Grammaticus mentre l’originale era Gesta Danorum (leggi Ghesta, e non gesta, perché il latino usato da Saxo è quello classico, e nella pronuncia classica il suono g dell’italiano gelo non esisteva), Le gesta dei danesi, che si propone come una cronaca della storia danese dagli albori persi nel mito fino ai tempi recenti, in cui il lavoro si fa più rigorosamente storiografico. Tra le vicende sono incluse anche quelle del principe Amleto, da cui prese spunto Shakespeare per il suo capolavoro. Leggermente diversa e meno tragica nella trama, è una delle vicende più conosciute della (pseudo)storia danese.
  Per passare all’Islanda, l’autentica madrepatria delle saghe che popolano l’immaginario collettivo, vi consiglio questo libro della collana Oxford World’s Classics: Erik the Red and Other Icelandic Sagas. Bellissimo e completo di cartina. Manca di note e indici, ma per uno che vuole semplicemente leggersi le saghe è perfetto.
Le saghe incluse sono (riporto i titoli originali in inglese):

  • Sagas of Icelanders:
  1. Hen-Thorir
  2. The Vapnfjord Men
  3. Thorstein Staff-struck
  4. Hrafnkel The Priest of Frey
  5. Eirik the Red
  6. Thidrandi Whom the Goddesses Slew
  7. Authun and the Bear
  8. Gunnlaug Wormtongue
  • Saga of Times Past
  1. King Hrolf and his Champion

Come vedete è piuttosto ricco, ma dal momento che le saghe sono quello che noi definiremmo “racconti lunghi”, o “romanzi brevi”, non è un volumaccio assurdo, ma un comodo tascabile di poco più di trecento pagine.

L’ultimo consiglio che mi sento di dare, forse a sorpresa per qualcuno, è uno degli ultimi inediti di J.R.R. Tolkien, curato dal figlio Christopher: La leggenda di Sgurd e Gudrun Si tratta di due poemi epici scritti da Tolkien in inglese moderno, ma sul modello di quelli antichi, e incentrati sulle vicende narrate nella saga dei Volsunghi (Nibelunghi nella tradizione tedesca), che hanno al centro delle loro vicende l’eroe Sigurd, il drago Fafnir, il nano Reginn, la valchiria Brynhild etc. La tribù germanica dei Niflunghi dovrà affrontare l’invasione unna, e dopo la morte dell’amato Sigurd, la povera Gudrun sarà costretta a sposare Attila, che perirà combattuto tra l’amore per la sua sposa e l’oro dei volsunghi. Un’opera diversa da quelle più famose di Tolkien, non soltanto perché poetica (usa il metro allitterativo proprio della poesia eddica, perso nella traduzione italiana), ma perché rivolta a un pubblico più specializzato e circoscritto. La cosa interessante del libro però, che è poi il motivo per cui vi consiglio di leggerlo, non sono tanto i due poemi, ma i commenti e le note del figlio di Tolkien, che se non vi renderanno esperti di letteratura medievale islandese, vi renderanno comunque qualcosa di molto simile a degli esperti. A parte gli scherzi, le note sono completissime, e mi ci sono appoggiato anche per il mio primo esame di letteratura. Non sottovalutatele affatto perché a mio avviso sono la parte più preziosa del libro. Sono brevi saggi di storia della letteratura di tutto rispetto e considerata la scarsità di materiali per i non-adepti nel panorama italiano, vi consiglio caldamente di farci un pensiero. Senza contare che è disponibile anche l’edizione tascabile economica!

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