Porridge!

Mentre i miei sono in vacanza, io devo ingegnarmi per il sostentamento cercando cose facili da preparare ed anche energetiche, visto che sto preparando l’ultimo esame della sessione estiva.
Oggi ho preparato un porridge secondo una mia ricetta semplicissima, anzi banale. Ottimo a cena (specie se si ha l’aria condizionata!).
  Il porridge (che si pronuncia pòreg, anche se certi insegnanti di inglese italiani che non hanno mai messo piede in Gran Bretagna pronunciano porràig)sembra qualcosa di squisitamente inglese e lontano dalla nostra tradizione, e invece è uno dei cibi più comuni al mondo, sebbene si presenti in infinite varianti. Quella italiana più conosciuta è la polenta, che i miei nonni facevano tutte le domeniche nel paiolo di rame mettendoci una mattina intera, mentre adesso bastano pochi minuti con quella istantanea. Anche il porridge britannico è venduto in confezioni “istantanee”, ma scordatevi di trovarle nel negozietto sotto casa.
   Per fare il porridge in Italia ci si deve arrangiare diversamente.
Intanto bisogna precisare che questo piatto è sostanzialmente una polenta (e quindi può essere più o meno solido) fatta con l’avena, che in italia è considerata cibo per cavalli ma si riesce a trovare in qualche reparto dei cereali per la mattina nei supermercati nostrani.

   Quando andavo a mensa a scuola ricordo che detestavo quando c’era la polenta perché era liquida, proporzione aqua/farina di mais = 10000 a 1. I miei nonni facevano la polenta bella soda, che si poteva tenere in mano in grosse fette che potevano essere incise da un solco per riempirle poi di sugo. Questo col porridge non si potrà mai fare ma a me è comunque rimasto un gusto per il “più solido”.
Oggi in Gran Bretagna è una colazione popolare, e specie gli  inglesi, che sono sempre un po’ snob, tendono a mangiarlo dolce, cuocendo l’avena in una soluzione di acqua e latte, per poi decorare il tutto con zucchero di canna, panna e lamponi. Il porridge tradizionale, però era un piatto frugale per contadini scozzesi abituati alla vita dura, si faceva salato e solo con acqua. Niente latte. Il latte salato non è il massimo, ci ho provato e vi sconsiglio di ritentare. Se volte fare un buon porridge salato per cena e sentirvi un po’ scozzesi potete fare così:

  • Per una persona prendete mezzo bicchiere di avena (in fiocchi o tritata).
  • 3 bicchieri di acqua, meglio se in bottiglia naturale ma va bene anche del rubinetto.
  • Un micron di dado vegetale.
  • Un cucchiaino di sale.

Oggi la disponibilità di ingredienti ha portato a infinite variazioni, alcuni usano il brodo di pollo (perfino a colazione!) e aggiungono un infinità di ingredienti, generalmente verdure, facendone più una zuppa vegetale che semplice porridge.
Quello che vi suggerisco io lo ritengo un ottimo compromesso tra la semplicità e il gusto (l’avena da sola sa di cereali che sanno di poco!).

Prendete i tre bicchieri d’acqua e portatela a ebollizione col dado vegetale e il sale, io ho usato poco meno di un terzo di dado ed era più che sufficiente, ma se amate i sapori forti mettetene di più. Quando il brodo bolle versate l’avena con la sinistra in una pioggia leggera ma costante, mescolando il tutto usando la destra usando un cucchiaio di legno. Continuate a mescolare fino a che la consistenza non vi soddisfa. Possono volerci dai 15 minuti ai 30, se si asciuga troppo aggiungete più acqua.
Il risultato sarà un porridge “minimalista” ma saporito e nutriente.

   Come sempre, per queste cose, ci sono i puristi invasati che aborriscono ogni variazione sul tema, perché non felici dell’epoca e del luogo in cui sono nati, vogliono adattare le loro abitudini a quelle di genti barbare di un migliaio di anni fa. Invito questi signori a considerare una seduta seria da un buon analista, e tutti gli altri a farsi il porridge come a loro pare, ché poi è ciò che fanno i britannici. Ricordo che una volta avevo letto su un forum che fare l’idromele col miele d’acacia non va bene perché ai tempi dei vichinghi l’acacia non era ancora stata portata in Europa. Vi preeego! Se volete giocare ai piccoli ricostruzionisti storici siete liberissimi, ma certe menate sono davvero patetiche.  I purismi li lasciamo a chi ha nella vita non ha altro se non rompere le scatole.

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