Glen Clova

Sono tornato nel paese dei mie sogni, e questa volta per un anno!

Un mese di anticipo rispetto all’inizio dell’anno accademico è quanto mi serve per avere una vacanza soddisfacente prima di affrontare i rigori dell’università scozzese. Sono stato alcuni giorni ad Edimburgo per visionare e sistemare il mio appartamento di studente povero in canna, che non è affatto male, e più avanti ne parlerò in un post. Ma siccome questo mese lo sto passando nelle Highlands, a Glen Clova, che molte guide turistiche definiscono come il più bello degli Angus Glens, voglio concentrarmi su di questo. Ne ho già parlato in alcuni post precedenti, ma adesso voglio scendere un pochino più nel dettaglio.

Rottal

 Questa sulla destra è la nostra casa, Rottal farm. Un buon punto di partenza (e arrivo!) per le escursioni nella valle e sulle montagne circostanti. Una delle cose che amo di più è l’assenza di luci artificiali in tutto il circondario. Se guardo fuori dalla finestra, la notte, vedo solo le silhouette delle montagne e delle stelle grandi come palle da bowling. Il giardino purtroppo è infestato da conigli, che benché carini scavano chilometri di gallerie che collassano, soprattutto quando ci cammini sopra, e oltre ad essere antiestetiche, le buche sono una tragedia per quando si taglia l’erba. La casa del guardiacaccia è dietro il boschetto, e lui tiene dei polli e vende le uova in un modo che in Italia sarebbe improponibile: Ha uno scatolone di plastica che pone sul ciglio della strada con dentro le uova fresche e una scatoletta di legno per il pagamento. Un grosso cartello di cartone indica ai passanti che possono servirsi e quanto devono lasciare. In Italia dopo il primo giorno porterebbero via tutto…anche lo scatolone di plastica.

Il glen (dal gaelico Gleann, valle) si trova nella parte centro-orientale del paese, e sud-orientale delle Highlands. Non troppo lontano dalla città di Dundee, e a circa un’ora da Aberdeen. La valle è lunga e stretta, ed è circondata da montagne che si alzano gradualmente man mano che si procede verso il parco nazionale dei monti Cairngorms, il più grande del Regno Unito, che inizia poche miglia oltre la nostra casa, e include parte del glen. Il paesaggio è quello tipico delle cartoline: monti tozzi e brulli e boschi cedui alternati a pascoli e foreste di conifere. Pecore ovunque e qualche casa isolata, come la nostra, che si trova in una tenuta chiamata Rottal (la trovate anche su Google earth).
Glen Clova, guardando verso nord-est (Ben Tirran).

Sebbene le attrattive più popolari siano dentro i confini del parco nazionale, anche più a sud, nel cuore del glen, non mancano i punti di interesse (generalmente paesaggistico/naturalistico), e voglio proporre qualche soluzione per chi un domani si troverà da queste parti. Su internet si trovano resoconti degli itinerari davvero dettagliati, indicanti le difficoltà, l’altitudine, la pendenza…ma sono un tantino tecnici e spesso non colgono le emozioni che il paesaggio riesce a dare. Sulle guide turistiche generalmente si limitano a indicare il sentiero verso Loch Brandy, un lago glaciale formatosi dalla liquefazione di un ghiacciaio in una conca/cratere detta corrie, dal gaelico coire (pentola), o circo glaciale in italiano.

Sebbene questo lago sia bellissimo, non è né la sola attrazione, né il solo lago della zona!
A meno che diversamente specificato, si può accedere liberamente a quasi tutte le aree del glen.
Il bothy
La zona dove abitiamo noi si chiama Rottal Estate, ed è una grande tenuta che comprende gran parte della valle e delle montagne circostanti. Da qui si possono seguire alcuni sentieri parecchio suggestivi, come quello che porta alla White Hill, di fianco al più famoso Ben Tirran (Monte Tirran). Qui il paesaggio estivo è piuttosto piacevole, l’erica e i cardi sono in fiore, torrenti scorrono placidi tra le rocce e conigli e fagiani corrono un po’ ovunque. A volte ci si imbatte in qualche gregge di pecore…scappano subito, però! Nella dolcissima salita che porta alle colline ad est, è stato piazzato un bothy, ovvero un rifugio a disposizione dei viaggiatori, con le chiavi nella toppa e l’occorrente per accendere il fuoco. Ci sono tazze, bollitore, fiammiferi, carbone…se si ha camminato a lungo fermarsi qui è davvero un bel modo per riposarsi. 

 Salendo un po’ si riesce a dominare la valle e avere uno scorcio sulla parte nord, verso Glen Doll e il parco nazionale dei Cairngorms. La salita a volte si fa ripida, ma non è mai estenuante. Le cime non regalano panorami mozzafiato e da vertigine: queste sono montagne erose e livellate da millenni, tuttalpiù  vi ritrovereste su vasti altipiani o vette accennate. Non che questo sia negativo: i paesaggi di questo tipo hanno un loro fascino tutto particolare. Io li preferisco alle ben più spettacolari Alpi. A differenza delle montagne italiane i monti delle Highlands hanno una sorta di atmosfera densa e magica, quasi che il folklore e la superstizione popolare traspirassero dalla terra.

Loch Brandy
























Sul lato est della valle si trovano due laghi glaciali alquanto impressionanti: il loch Brandy, di cui vi ho accennato prima, accessibile tramite un sentiero di circa 2/3h partendo da Clova (l’unico insediamento della valle), e il loch Wharral, un po’ più piccolo e accessibile salendo il cratere glaciale di loch Brandy per per poi passare oltre, verso sud. Per chi non ama le scalate o teme l’imprevedibilità del clima scozzese, esiste un’alternativa molto valida…percorrere a piedi l’unica strada della valle! Camminare a piedi verso Clova richiede poche ore, si possono ammirare panorami idilliaci e il tragitto è relativamente piano con l’asfalto che assicura scarpe (e calze!) asciutte. Sulla via si trova un piccolo lago, loch Heath, adibito a riserva di pesca. Si possono ottenere permessi al Glen Clova Hotel, a poca distanza. Se non volete pescare potete accedere comunque per godervi il panorama e fare qualche foto.
Glen Clova Hotel

    Nella parte più larga della valle, il centro esatto, in corrispondenza di Rottal, si trovano numerose collinette erbose adibite a pascolo, torrenti, aquitrini…un paesaggio soddisfacente, da “Il Signore degli Anelli”, con larghi spazi che si possono esplorare liberamente. Procedendo verso la parte ovest della valle, ci si imbatte nel fiume South Esk (Easg Dheas in gaelico), che nasce in glen Doll, più a nord, e sfocia nel mare del Nord.

Il fiume South Esk
 Qui si trovano i resti di quelle che probabilmente erano antiche Blackhouses, ovvero case di contadini in pietra a secco, scaldate con il fuoco che riempiva i piccoli ambienti di fumo, annerendoli. Non è da escludere l’ipotesi che il piccolo insediamento di cui si intravedono ancor oggi i contorni nel cuore della valle, fosse una delle numerose vittime delle Highlands clearances, uno dei capitoli più terribili della storia scozzese, dove migliaia di persone fuorono sfrattate da padroni avidi che spesso ricorrevano a metodi cruenti, come il dar fuoco ai tetti in paglia delle abitazioni e il radere al suolo le case per scoraggiare le persone a farvi ritorno. Il tutto per cosa? Per far spazio alle pecore!
In questo modo il gaelico (e anche chi lo parlava) Sono scomparsi dalla maggior parte del paese. Molti degli sfrattati emigrarono in America, e difatti ancor oggi esiste una vivace comunità gaelica in Nuova Scozia, nel Canada meridionale
Glen Prosen
Aerlie Monument
Più a sud, invece, su un’alta collina che divide Glen Clova dal più piccolo e campestre Glen Prosen, si trova una sorpresa curiosa: l’Airlie Monument, una torre commemorativa (ahimè in stato di abbandono) costruita dal Lord Airlie, proprietario della tenuta su cui il monumento si trova, in memoria di suo nonno, combattente in Sud Africa nella prima guerra mondiale. La torre è davvero pittoresca, collocata nel mezzo di una brughiera circondata, a sua volta, da una verdissima foresta caledoniana. Sembra di raggiungere un castello fatato di quelli dei racconti cavallereschi cortesi. Il Glen ricorda i paesaggi più arcadici dell’Inghilterra del sud, con campi coltivati, alberi caducifogli e bovini che pascolano. L’accesso all’Airlie monument da Glen Prosen è molto agevole, ma dalla cima della collina si snodano sentieri che procedono ben oltre, spingendosi verso nord. La salita viene fatta anche in bicicletta, ma a piedi richiede comunque meno di mezz’ora, e non è affatto stancante, perché perfino con il caldo estivo la brezza e l’ombra delle piante rendono tutto più piacevole. L’erba è morbida, quasi elastica!, e se non si vuole seguire il sentiero di terra battuta, che ha un sapore troppo umanizzato, è un bel diversivo.

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