Letture, letture e ancora letture.

Questa mattina non studio come dovrei, ma mi prendo una pausa dopo alcune nottate passate in biblioteca a compilare saggi e recensisco qualche libro che sono riuscito ad accalappiare negli ultimi tempi. E’ davvero incredibile quanto la conoscenza dell’inglese aiuti nell’aprirsi gli orizzonti: la maggior parte dei testi specialistici (ma anche divulgativi) sono sempre disponibili in questa lingua, e solo occasionalmente in italiano. Se non conoscete bene l’inglese è tempo di darsi una mossa!

I primi due libri di cui vi parlo sono dell’archeologo e conduttore televisivo scozzese Neil Oliver. Uno dei miei idoli, che trasmette chiaramente l’amore che prova per il suo lavoro. E’ un conduttore davvero carismatico, una sorta di Indiana Jones televisivo, con uno stile davvero accattivante, all’opposto di quello composto e serioso di Piero Angela (un altro dei miei idoli). La sua serie televisiva “History of Scotland” è imperdibile per gli appassionati.
Il primo testo che vi consiglio è questo: History of Ancient Britain. Contiene un’infinità di chicche e curiosità sulla storia della Gran Bretagna fino all’arrivo dei Romani, che bastano a sfatare qualsiasi preconcetto sulla presunta arretratezza dei britanni ai tempi della conquista romana. Nella parte finale ho trovato interessantissimo il fatto che fosse inclusa una parte consistente sulla storia della fondazione di Edimburgo (che a differenza dell’attuale sobborgo di Cramond non è avvenuta ad opera dei romani!). Non è un testo impegnativo, anzi scorrevole e piuttosto leggero. Grazie anche allo stile di Oliver, che sembra scrivere nello stesso modo in cui presenta i suoi documentari. Il libro è abbastanza economico, se siete interessati al tema è un investimento che vale la pena fare,

Poi c’è questo gioiellino: Vikings, il quale, come del resto tutti i testi di Oliver, è destinato a lasciare deluso chi si aspetta un rigido e rigoroso trattato storico che presenta la civiltà scandinava elencandone l’evoluzione dalle origini fino al tramonto dell’era vichinga. Parliamoci chiaro, tutto questo viene affrontato nel testo, ma essendo l’intento del libro principalmente divulgativo, Oliver lo infarcisce con numerose riflessioni personali e soggettive, rendendolo un lavoro molto più letterario della media dei testi a tema storico. Non che questo sia un difetto: se si vogliono notizie secche e pure c’è sempre Wikipedia o una qualsiasi enciclopedia, questo è un testo che presenta una fetta consistente della storia europea al fine di renderla accessibile a chiunque. Per fare un esempio, l’inizio del libro è una riflessione su un’escursione fatta dall’autore stesso anni fa per avvistare qualche aquila di mare nelle isole scozzesi, dove spiega che la specie si era estinta a causa del fastidio che creava ai pescatori, ma che è poi stata reintrodotta in Scozia con esemplari presi dalla Norvegia; e da qui Oliver delinea un paragone tra le aquile e i vichinghi. Cose del genere nei testi universitari o nei saggi specialistici non le troverete mai.
Ovviamente questo non vuol dire assolutamente che il testo non sia degno dell’attenzione di un appassionato: tutt’altro, come il libro che ho citato prima, è ricchissimo di “perle” per i più curiosi, sulla vita quotidiana, sul clima, la cultura, le abitudini, la geografia etc. Gli darei 4 stelle su cinque!
Adesso vi presento,invece, un libro che farà dilatare le pupille ai più invasati e avidi scandinavisti: La stirpe di Odino – La civiltà vichinga in Islanda, di Jesse Byock. Parliamoci chiaro. La stirpe di Odino è uno di quei titoli per cui bisognerebbe andare dall’editore e tirargli il libro in testa, visto che è pateticamente teso a creare una sorta di atmosfera epico-mitologica (probabilmente per attirare eventuali acquirenti che non sarebbero altrettanto catturati da una traduzione letterale del titolo originale: Viking Age Iceland.A parte questo, credo che sia uno dei testi migliori in traduzione italiana per quanto riguarda la materia. Solo di recente è stato tradotto (credo qualche mese fa) e costa solo 12€. E’ imbottito di cartine, schemi e disegni all’inverosimile. Non ho mai visto niente di più completo ed esaustivo. Finalmente ho trovato un testo che spiega puntigliosamente in che modalità è avvenuta la scomparsa delle foreste nel nord-Europa. C’era perfino lo schemino con la sezione del terreno e i vari strati!
E’ presente anche una sezione sulla costruzione delle abitazioni, sull’organizzazione politica…insomma: tutto. Se vi interessano i vichinghi e/o l’Islanda e/o il medioevo scandinavo, questa dovrebbe essere la vostra Bibbia. 

Per la letteratura, invece, ho trovato per puro miracolo, in una libreria di testi usati a Edimburgo, questo tomo   meritevole di piedistallo: A History of Danish Literature, dell’università del Nebraska. E’ disponibile su Amazon per 50€, o giù di lì, ed è il primo di una serie che affronta le letterature dei paesi nordici. L’ho pagato 18£ in condizioni perfette! Un po’ mi rincresce di non aver trovato quello sulla letteratura norvegese, ma fa lo stesso: alcuni dei miei autori preferiti sono danesi, e la Danimarca è stata la locomotiva trainante dei movimenti letterari in Scandinavia, grazie soprattutto alla sua prossimità geografica con il resto dell’Europa. Inoltre, include una spessa sezione sulla letteratura Feroese, e le Fær Øer sono la terza meta nella mia lista dei desideri dopo Islanda e Shetland. Non credo esista niente di simile in italiano, mentre in inglese è comunque dura trovare qualsiasi cosa di abbordabile sulla cultura delle Faroe. Sulla lingua, ad esempio, esiste una grammatica in inglese, che a quanto pare si trova solo nelle librerie delle isole, e che costa una caterva. In italiano, visto che noi siamo sempre in mezzo alle scatole, esiste un dizionario feroese/italiano compilato da uno studioso emiliano appassionato delle isole, e il cui paesino ha avuto, per merito suo, un gemellaggio con la capitale Feroese di Torshavn. Ovviamente detto dizionario è introvabile perfino per la sezione di scandinavistica della mia università, che a tutt’oggi non è riuscita a procurarselo. Se non l’hanno potuto fare loro io getto la spugna!
 Tornando al libro: questo è un tomazzo pesante, dalla copertina rigida, serio e rigoroso, non adatto ai bambini di età inferiore agli anni che servono per poterlo digerire. Ma se siete danesisti o scandinavisti o se amate Andersen, Jacobsen e Kierkegaard fateci un pensierino. E’ un investimento pesante per le tasche (io stesso non l’avrei mai preso per il suo prezzo di copertina!) ma se vi capita un’occasione non perdetevelo!

Per tornare alla mia amata Scozia, mi sono regalato, per il compleanno, un volume non esattamente economico (19£) ma assolutamente idolatrabile: From Caledonia to Pictland, Scotland to 795. Un titolo così non lascia adito a dubbi: si tratta di un trattato sulla storia scozzese dalle origini fino al 795 d.C. e fidatevi che è dura trovare qualcosa di più serio e approfondito di questo libro. E’ il primo volume della serie curata da ricercatori di varie università scozzesi ed edito dall’università di Edimburgo “The New Edinburgh History of Scotland” ed è completo, affidabile, ordinato e,soprattutto, fruibile. Come di consueto per i saggi in lingua inglese, è dura imbattersi in scogli linguistici: la prosa è fluida e lineare. 

L’ultimo libro che vi propongo riguarda l’Irlanda. E qui faccio un grossissimo strappo alla mia regola, perché tempo fa ho intrapreso una crociata contro l’Irlanda, la terra della Guinnes, di S. Patrizio e dell’arpa celtica. Rea di possedere una fama, specie in Italia, del tutto immeritata. Soprattutto se paragonata alla fama per nulla notevole di cui gode la Scozia: che il 90% degli italiani considera una “regione dell’Inghilterra!. Dublino è una delle mete più gettonate dopo Londra, come si evince dal proliferare di magliette dell’Hard Rock Cafe che riportano la scritta “Dublin”. Io non ci sono ancora stato, ma dalle foto e dalle testimonianze di viaggiatori britannici, Dublino non è ne bella né comunque paragonabile ad una città come Edimburgo, “l’Atene del Nord”, che poggia su una bellezza architettonica e paesaggistica la quale spazia dallo stile neogotico per cui anche i cassonetti hanno torrette decorative dai tetti a punta, all’imponente spettacolo naturale delle colline vulcaniche di Holyrood Park e Castle Hill. Poi non menzioniamo il Castello che basta per far morire uno di palpitazioni e Holyrood Palace che sembra un castello di fiaba. Il fiordo e le sue isole, visibili dalla cima dell’Arthur’s Seat è un altro spettacolo irripetibile, con la vista che spazia dal mare del nord fino alle Pentland Hills a Ovest. Poi volete mettere le Highlands e le isole scozzesi con le colline erbose dell’Irlanda? Ma sveglia!!!
Dopo questo sfogo scomposto passiamo al libro: Early Irish Myths and Sagas, che come ogni Penguin Classic che si rispetti è completo di un apparato di note, introduzione storica e, cosa più importante, una mappa dell’Irlanda. Io ho la fissa delle mappe, credo di averla assorbita a causa dei libri di Tolkien che includevano una mappa in fondo al libro. Per me le mappe sono un valore aggiunto incalcolabile!

I testi raccolti in questo volumetto sono i primissimi esempi di letteratura celtica nell’Irlanda dell’età del ferro (probabilmente risalenti al VIII sec. d.C.), ovvero una serie di racconti a tema generalmente eroico, e sono considerati come saghe (termine proprio della letteratura nordica, e non celtica) per il fatto che mescolano la storia al mito. Non è niente di eccezionale (ho adocchiato altri testi di letteratura Irlandese medievale che sembrano più interessanti) ma fa la sua figura in una biblioteca domestica. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...