Il Natale in Italia fa schifo. Ma non il mio.

Voglio fare gli auguri a tutti i miei lettori.
     Sono tornato in Italia per una settimana così da passare il Natale con la mia famiglia.
     Quelli che mi seguono forse l’hanno già capito, ma ci tengo a precisare che sono Ateo. Questo non toglie che ami trascorrere una giornata con la mia famiglia e darle un significato speciale che esuli da quello religioso.
     Trovo che il natale così come lo passiamo in Italia sia abbastanza deprimente. Immagino non sia così per tutte le famiglie, ma da me si riduceva, fino a pochi anni fa, ad una messa o due a cui si partecipava per pura inerzia, un pranzo affrettato e tanti saluti.
    Dalle nostre parti c’è la tradizione di santa Lucia, per cui il 13 dicembre i bambini si trovano i regali sotto l’albero, e fino alla seconda elementare hanno la fortuna di avere il giorno libero per giocare. Poi va tutto a farsi benedire, anche se alcune maestre con un po’ di pietà permettono ai bambini di portare un giocattolo a scuola e girare per la classe vantandosi coi compagni per la prima mezz’oretta. L’atmosfera è davvero magica. Alcuni adulti si aggirano per le strade con campanellini così che i bambini nelle case pensino che sia la santa che sta arrivando e corrano a letto. Quest’anno mio papà l’ha fatto per due bambini che abitano vicino a noi, e la trovo una cosa molto carina. Io quando sentivo il campanello per strada la sera mi sentivo emozionato come non mai. A scuola ci davano mazzetti di fieno da lasciare all’asinello, e si doveva anche lasciare qualcosa per S. Lucia, la quale mai e poi mai andava cercata, perché se un bambino la vede, lei, dal momento che non ha più gli occhi ed è molto timida, butterebbe della cenere in quelli del bambino per accecarlo. Forse è solo una tradizionucola infantile, ma io mi sentivo davvero felice allora.
     Poi, e per me è accaduto a 10 anni, si cresce e i genitori spesso ritengono che non valga più la pena. I regali sono roba da bambini. Tanti saluti.
     Ovviamente avendo ricevuto i regali di S. Lucia, a Natale io non ho mai visto uno straccio di niente. Ed è un peccato, perché seppure non indispensabili, i regali cambiano davvero l’atmosfera. Avevo dato per scontato che oramai per me il Natale fosse una cosa vuota e convenzionale…scarna e forzata. 
     Però ho conosciuto il Natale britannico, un Natale con la N maiuscola. Non ruota tutto intorno a quel maledetto pranzo che da noi può durare ore visto che tanto idee migliori non ce ne vengono. No, si inizia la vigilia standosene insieme, guardano un film e bevendo in compagnia. Poi la mattina ci si alza e ci si scambiano i regali, beato cielo. Poi si ascolta musica, o si canta insieme, per poi sedersi a tavola, far scoppiare i christmas cracker e leggersi gli indovinelli contenuti nel cilindro di cartone. Ci si mettono in testa le coroncine di carta senza vecchi barbosi e austeri che considerano queste frivolezze ridicole. Quanti nonni nostrani acceterebbero di passare la giornata con una corona arancione in testa? Mah…
Dopo pranzo non si va in fretta a casa ma nemmeno si sta intorno al tavolo a sgusciare nosci e parlare di stronzate: si va in salotto e si gioca. Si guardano i film di natale, come la puntata speciale di Doctor Who, poi si gioca. E non alla tombola o a carte. Si fanno giochi più divertenti, e i nonni non sono mai abbastanza rincoglioniti da non poter partecipare. 
     Ho sempre odiato il natale italiano. Solo chiesa e pranzo. E la maledetta presunzione di gente che sostiene di non aver bisogno di spendere soldi per essere felice perché il signore riempie le giornate. Che sforzo titanico per comprare una saponetta aromatica e un CD per i propri parenti. Che cosa triste e consumistica eh? La felicità del natale sta nel celebrare il signore, dicono, e io dico che non ho bisogno del signore per essere felice, tanto meno per celebrare il Natale: ho la mia famiglia e tante idee per riempire il tempo. Non mi serve nessun Gesù bambino, preferisco i presepi creativi fatti con i troll e i dinosauri. La religiosità, in passato, mi ha solo regalato dei natali vuoti e per niente speciali.
      Fa rabbia perché basta davvero poco. E’ una bellissima sensazione vedere la tua mamma e il tuo papà scartare i regali che tu stesso hai scelto con cura e incartato pensando al momento in cui li avrebbero aperti con gli occhi illuminati, perché in fondo (specie in Italia) non se li aspettavano. Trovo che sia anche bella la tradizione inglese di riempire le calze, e di vedere come i miei austeri genitori fossero innegabilmente felici di averne ricevuta una piena anche loro, e così mia sorella, che certamente ha saputo dimostrare il suo entusiasmo per quello che ha ricevuto. Santo cielo che brutta cosa! Piaceri vuoti ed effimeri vero?
     Almeno sono piaceri, prima non avevo nemmeno quelli!
     Sono contento di essere tornato dalla Scozia e aver portato nella mia casa italiana quell’atmosfera che adoro, e compatisco quelle persone che riempiono i vuoti (anche di atmosfera) con la religione. Tutta la gratitudine del mondo non la devo a nessuno se non ai miei genitori, che lavorano sodo per avere la soddisfazione di dire che mi hanno fatto studiare. Altro che Cristo. Oggi festeggio la mia famiglia e gli sforzi vicendevoli che abbiamo fatto.
     Auguro anche a voi di festeggiare come più vi aggrada, e vi invito a non farvi trascinare dalla corrente di convenzioni vuote e scarne che poi porta la gente a odiare le feste comandate.

    Buonissimo Natale a tutti, God Jul til alle, Happy Christmas to all!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...