Consigli per aspiranti viaggiatori squattrinati e disillusi

Oilà, lettori!
Questo post sarà una specie di “motivational”, perché a dispetto della mole imbarazzante di lavoro che ho da fare mi sento di buon umore e voglio irraggiare un po’ di fiducia anche nel prossimo. Tra due settimane ci sarà una settimana di pausa nelle lezioni, e io ne approfitterò per passare qualche giorno a Dublino e dintorni, visto che erano secoli che volevo visitare la collina di Tara e il monastero di Glendalough (Valle dei due laghi). Ma c’è un’altra novità: a fine maggio passerò otto giorni nella Terra del Ghiaccio. Ebbene sì, me ne vado in Islanda! Volare dall’Italia all’Islanda è una tragedia: costa di più che volare in Giappone, e non ho mai capito il perché, per non parlare dei costi in loco. Se non è cara come la Norvegia, l’Islanda ci va parecchio vicino. E proprio di questo voglio parlarvi: tante persone mi lamentano il fatto di non poter viaggiare, di non avere abbastanza soldi etc. Io in paragone a tantissime altre persone ho viaggiato davvero poco, ma ho comunque viaggiato molto di più di troppi altri che non l’hanno fatto quasi per niente quando avrebbero voluto. Per questo, anche se io stesso sto ancora “imparando i trucchi del mestiere” in quanto a viaggiare, me la sento di passarvi qualcuno dei suggerimenti che ho raccolto in questi quattro anni che viaggio tra l’Italia e il nord-Europa.
Faccio una premessa: io non ho mai seriamente lavorato, nel senso da dizionario per cui lavorando hai un contratto di lavoro con uno stipendio fisso: ho dato ripetizioni di inglese, fatto stage in una scuola per l’infanzia e nella biblioteca statale della mia città, ma economicamente sono tutt’altro che autosufficiente. I soldi messi da parte li ho usati per finanziarmi gli acquisti extra nei viaggi che ho fatto sovvenzionato dai miei. Questa premessa immagino che farà pensare a molti qualcosa come: “comodo per te, prosciughi i soldi dei tuoi e vai in giro senza problemi, ma noi che i soldi ce li dobbiamo guadagnare…” ed è proprio questo il punto: non ho mai avuto una mia cassa personale del valore superiore a poche centinaia di €, e nemmeno avevo un conto in banca, prima di partire per l’Erasmus. Proprio per questa ragione ho dovuto imparare a gestirmi egregiamente i soldi, non solo per evitare di rimanere senza, viaggiando sempre con un budget molto limitato, ma anche perché sono consapevole che sono i soldi dei sacrifici dei miei genitori, che hanno parecchie altre spese da coprire con il loro inadeguato stipendio statale. Ho sempre cercato di fare in modo di spendere bene, se proprio dovevo spendere. Ho scelto mete rilevanti ai miei interessi accademici: in quanto studente di Inglese e lingue Scandinave ho sempre viaggiato verso mete che avessero una qualche attinenza col mio interesse accademico, così da arricchirlo. Uno studente di Inglese che gira in lungo e in largo il Regno Unito ha sicuramente più valore di mercato di uno che, magari con il 110 e lode, nel Regno Unito non ci ha mai messo piede. Certo, viaggiare non è facile, e se avessi guadagnato dei soldi per lo stipendio, sarebbe stato molto più comodo: avrei avuto qualche buon centinaio di euro in più con cui stare tranquillo. Visto che ho sempre dovuto muovermi “in ristrettezze” per così dire, voglio elencare, qui sotto, la lista dei miei consigli per aspiranti viaggiatori squattrinati e disillusi.

1) Non viaggiate per il gusto di farlo: Baudelaire diceva che il miglior modo per viaggiare è andare in giro dove capita, perché non avendo aspettative non si rimane delusi. Io apprezzo molto le poesie di Baudelaire, ma credo che questa frase sia un’autentica vaccata: non solo non sono mai rimasto deluso nelle mie aspettative perché sapevo benissimo quello che dovevo aspettarmi, grazie alla facilità con cui ci si può documentare su internet oggi, ma ho sempre goduto più a fondo le mie esperienze del turista occasionale con la comitiva dell’agenzia. In fondo io mi sono sempre mosso con uno scopo: vedere qualcosa di specifico che cattura la mia attenzione, fare pratica linguistica, fare un’esperienza diretta etc. Tante persone, però, viaggiano tanto per riempire il tempo o per vantarsi di averlo fatto. Se possono permetterselo buon per loro, ma per chi non nuota nei lingotti è meglio circoscrivere le mete e sapere bene quello che si sta andando a fare e perché lo si sta per fare. Questo torna estremamente utile quando uno deve…

2) Evitare le agenzie di viaggio: io non capisco come facciano a esistere ancora nell’era di internet, quando si può prenotare online (quindi non pagando il servizio e risparmiando). Sono ancora relativamente pochi gli italiani che si affidano a internet per risparmiare, e io imputerei questo ad una gravissima pigrizia intellettuale. Il volo del mio primo viaggio in Inghilterra, a 18 anni, è stato prenotato da mio padre tramite agenzia, nonostante lo avessi implorato di evitare. Lui non è uno che ha problemi coi computer, visto che ci lavora, ma in qualche modo il dover passare attraverso caselle da spuntare e dati di carte di credito da inserire lo terrorizza terribilmente. A nulla serve sapere che le compagnie hanno la responsabilità del trattamento delle carte, e che visto che sarebbero costretti a ripagare eventuali danni, si sincerano sempre che i loro sistemi di pagamento online siano protetti e sicuri. Alla fine, dopo averlo vessato, l’ho convinto a portarmi in poste per farmi fare una Poste-Pay, carta prepagata che caricavo al momento di comprare i biglietti dei voli online di modo che se qualche disastro fosse successo, avrei perso solo i soldi caricati. 
– Qui apro una parentesi: al mio arrivo in università mi sa che ero l’unico ad appoggiarsi ad Amazon per l’acquisto di libri, alla fine sai che stress psicologico dover farsi una carta prepagata e immettere i propri dati in alcuni moduli on-line? Molto meglio pagare 30€ in più a libro alla Mondadori! Quando vedevano che mi arrivavano in 3 giorni le antologie da 50€ pagate 25€ si apprestavano a seguire il mio esempio. Oggi quasi tutti in università si appoggiano ad Amazon. In Italia il sistema bibliotecario non è efficiente come qui in Scozia, e la necessita di acquistare libri spesso non è proprio evitabile, per questo Amazon può salvare la vita: gli sconti forti che propone sono una boa di salvezza, ed è davvero stupido lasciarseli perdere per qualche ansia ingiustificata.-
3) Evitate i viaggi organizzati. Se avete rispettato il punto 1), chiaramente avete intenzione di visitare qualche posto specifico. Con i viaggi organizzati, però, si segue il gregge, non il vostro interesse personale, ecco perché magari capita la visita di sfuggita al Parco Nazionale che più vi interessava, e la visita di mezza giornata all’inutile trappola per turisti allocchi che i locali consigliano sempre di evitare come la peste. I viaggi organizzati spesso si appoggiano ad agenzie che forniscono una guida locale che parla italiano, la quale solitamente ripete quello che grossomodo si trova su Wikipedia. Per non parlare dei ristoranti. Il “Tutto incluso” può trarre in inganno molti: dà una sensazione di risparmio rispetto alla lista di servizi offerti: ristorante di qua, colazione di là…tutte trappole spenna soldi che fanno lievitare inutilmente il costo di un viaggio. Se guardate i budget preventivi per una settimana in Norvegia o Islanda o Scozia o quello che è, si aggirano tutti intorno ai 1500/2000€. BUAHAHAHAHAHAHAHAHAH! Io ho fatto una settimana a Oslo e dintorni e ne ho spesi 400, per quattro giorni a Dublino e dintorni ne ho spesi 200, mentre per otto giorni in Islanda ne ho spesi 450, e senza farmi mancare niente. Un mio amico di università che viaggia per la Norvegia ogni anno, e ci lavora d’estate, m’ha detto perfino che avendoci speso 400€ ho scialacquato! Siamo seri: chi di voi non ha il tempo per spulciarsi qualche sito tipo trip-advisor e cercare offerte di alloggio economiche? Ritorniamo sempre lì: pigrizia mentale, piuttosto che sforzarmi di leggere qualche sito meglio scucire giusto quei 500€ in più per farmi infinocchiare da qualcun’altro che lucra sulle mie pigrizie.

4) Stringete amicizie con i locali: magari senza fare necessariamente come ho fatto io, che mi sono trovato la compagna di vita in Inghilterra, ma se vi fate degli amici seri, potrete “sfruttarli” per visitare il loro paese standovene alloggiati economicamente a casa loro, in più avrete il vantaggio dei loro preziosissimi consigli. Va da sé che dovrete offrire la stessa gentilezza nel caso in cui loro visitino il vostro paese, ma avere un piatto in più a tavola e un paio di lenzuola da lavare è davvero un prezzo onesto per farsi ospitare in paesi poco convenienti per chi cerca vitto e alloggio. Alla fine il semplice fatto di amare i viaggi e conoscere culture locali è sufficiente per basarvici un’amicizia a lungo termine, per cui non buttate via queste occasioni. Ovviamente un discorso del genere mal si adatta ai viaggi organizzati dove è più difficile mischiarsi coi locali per la necessita di seguire il branco.

5) Cercate di non essere provinciali: noi italiani amiamo illuderci di essere più civili, puliti e sofisticati del resto degli europei sporchi e rozzi. Per questo amiamo le vacanze tranquille dove ti trovi la tua casetta o il tuo albergo lindo, esci ad arrostirti e a vegetare in riva al mare, e te ne ritorni al nido sicuro senza rischi di sorta. Che brutto rischiare…e se succedesse qualcosa? Oddio, e se succede che…? Il bisogno di rintanarsi in alberghi o case affittate è una delle principali ragioni per cui troppi italiani viaggiano poco. Avrei ucciso la mia professoressa di italiano quando in quinta superiore ha rovinato i piani per Parigi perché l’unico ostello abbordabile era notoriamente poco lindo. Madonna santa oh! Si sa mai che ti rovini la messa in piega! La Norvegia è uno dei paesi più cari al mondo, io me la sono cavata stando in ostello. Non era immacolato, ma ho conosciuto tante persone nel refettorio, anche italiani, e c’era un bel senso di comunità internazionale. Se volete segregarvi nelle stanze candeggiate non lamentatevi che poi non potete permettervi di viaggiare. Senza contare che fare qualche esperienza un po’ spartana non può che fare bene.
6) Fatevi la spesa da soli: qualcuno mi spiega perché uno dovrebbe spendere una fortuna per mangiare in Norvegia il Salmone norvegese nel ristorante quando con pochi € te lo compri fresco al mercato del pesce di Milano arrivato direttamente dopo la pesca in nottata? Che cosa dovete dimostrare a chi? Ho avuto una prof. che si vantava di non mangiare mai lo speck se non quando si trovava in Alto Adige. Certo, dove costa molto di più per gli allocchi che vanno lì convinti che abbia qualcosa di speciale se lo mangi nello stesso luogo dove lo hanno prodotto. A quel punto appiccicati un poster delle cime di Lavaredo in cucina! A meno che non siate ospiti di qualcuno, evitate i ristoranti, vi prego, quasi tutti gli ingredienti dei manicaretti locali ormai si trovano ovunque nel mondo. Non ne vale davvero la pena farsi spennare. Se andate nei supermercati locali trovate magari le stesse cose a un quinto del prezzo del ristorante (logicamente), e pagare il quintuplo solo per farsi servire da un cameriere non mi pare intelligente per qualcuno che vuole risparmiare.
EDIT: Se gustare certe prelibatezze gastronomiche non reperibili/cucinabili e disponibili solo in ristoranti questo punto viene a cadere. Se avete pianificato il vostro budget in modo da includerci anche qualche cena fuori ben venga, ma logicamente se durante il vostro viaggio il mangiare serve solo a tenervi in piedi mentre vi spostate, e tutto il budget è da distribuire per ingressi e trasporti, vale la pena ripiegare su panini e zuppe economiche per risparmiare. Con i soldi di una cena al ristorante è facile farci la spesa per una settimana.

7) Cercate alternative per l’alloggio: non esistono solo alberghi e ostelli. C’è anche Couch Surfing. Comunità di viaggiatori che si ospitano vicendevolmente. Potete benissimo farvi ospitare senza ospitare a vostra volta mai nessuno. E qui giù! con commenti del tipo “oddio farsi ospitare da degli sconosciuti”, “oddio e se sono assassini”. Bon, rimanetevene a casa allora, e piantatela di lamentarvi. I profili su couch surfing sono valutati con lo stesso sistema delle App su Google Play Store: potete leggere come si sono trovati quelli che sono stati ospitati prima di voi e valutare se vale la pena fidarsi. C’è gente che gira il mondo con couch surfing. Io mi sono beccato un riccone che viveva in super-attico futuristico a Oslo, simpatico, gentile e molto interessato allo scambio di esperienze, mentre in Islanda sono stato con un giovane signora che lavorava nel turismo, quindi piena di consigli seri per me, il che è tornato utile nel mio voler…

8) Fare un’esperienza autentica: credetemi, andare nel resort in Kenya con le maschere tribali appese al muro e i locali che danzano in costume NON è fare un’esperienza del Kenya. Tanto vale fare le stesse attività a casa propria allora. Quando si gira in comitiva con altri connazionali e facile cedere alla tentazione di non cercare alcun contatto coi locali: essi sono solo pezzi da museo da guardare attraverso una vetrina invisibile, quasi come stessimo assistendo a un documentario in cui non è la telecamera a muoversi ma noi. Io viaggi del genere li detesto. Io non voglio assistere al mio viaggio: voglio parteciparvi. Se si viaggia da soli o in coppia scappa sempre il bisogno di contatto con qualcuno e allora si attacca bottone con il locale al bar, e sul treno. Farsi portare a spasso come dei cani da una guida vi toglie il peso di dovervi organizzare gli spostamenti ma pesa sul portafoglio in modo più che rilevante.

9) Ad ogni ostacolo cercate delle alternative: se dovete scegliere tra pagare e morire, scegliete l’opzione C. Parlavo con un mio amico dell’università geloso marcio del fatto che essendo in Scozia posso usufruire dei voli a buon mercato per l’Islanda, quando dall’Italia sono tutti proibitivi. Questa persona sarebbe anche interessata a visitare Edimburgo. Ebbene, se un volo easyjet da Milano a Edimburgo (andata e ritorno) si aggira sui 200€, e uno da Edimburgo all’Islanda in offerta sui 100€, e contando che gli ostelli britannici sono economicissimi (parliamo di anche solo 9£ a notte), questa persona potrebbe farsi Edimburgo + Islanda spendendo, nel complesso e pianificando accuratamente, meno che non andando direttamente in Islanda dall’Italia. Il punto è che non potete pensare di aprire il sito della easyjet, vedere che nelle date che avete in mente costa troppo, e abbandonare il campo imbronciati. Bisogna mettersi con calma e cercare alternative.

10) Evitate di vedere il mondo come se fosse un luogo terribile, ostile e pieno di serial killer: sì, d’accordo, forse lo è anche, ma averlo sempre in mente come un chiodo non aiuta a evitare grane, al massimo aiuta a non mettere piede fuori di casa, il che non è auspicabile per gente che amerebbe viaggiare. Invece di rognare sugli ostelli sporchi e pieni di gentaglia che russa e ruba i portafogli, portatevi i tappi (che vendono in farmacia e non costano nulla), tenete il portafogli in una tasca interna di una felpa che potete portarvi a letto (e non venitemi a dire che avete esigenza di usare un vero e proprio pigiama perché vi mando il quel posto), oppure seppellitelo nel vostro zaino per poi mettere il tutto sotto il letto o ai piedi di questo, evitate di girare intorno a gente che vi pare poco raccomandabile, toglietevi l’aria di puzza sotto al naso e sarete a cavallo. Pensate, ad esempio, alle Ebridi esterne: una meta ambita da moltissime persone, ma davvero remote e complicate da raggiungere. Invece di alloggiare nell’ albergo o nel residence di lusso (non datemi dell’ipocrita, io ho alloggiato nel Blackhouse village perché era un regalo di natale), in queste isole è pieno zeppo di Bed & Breakfast e ostelli a gestione familiare con prezzi che vanno dalle 9 alle 20£ a notte. Con i soldi dell’alloggio per una settimana nelle Ebridi non ci comprereste nemmeno la scocca nuova per l’iPhone.

11) Gestitevi i soldi meglio nella vita di tutti i giorni: sì, sono la persona peggiore per dare un consiglio del genere perché sono il primo che scialacqua denaro in libri a profusione, e me ne rammarico, perché senza quei libri potrei viaggiare molto di più, ma siccome non fumo, non bevo regolarmente e nemmeno troppo spesso vado fuori al cinema o mangiare, né partecipo a concerti di autori pop di dubbio talento da 80€ al biglietto, né tanto meno frequento partite domenicali, posso permettermi di concentrare le mie spese su queste due cose: libri e viaggi, e per adesso sono riuscito a gestirmi le cose abbastanza bene. Se siete dei patiti della Apple e vi siete fatti passare ogni modello di iPhone, iPod, iPad etc., non lamentatevi di non poter viaggiare. Un iPhone costa intorno ai 500/600€, io con 400€ mi sono fatto una settimana in Norvegia, per cui fatevi due conti. Non trovate davvero irritante che ci siano persone che si lamentano di non potersi permettere un viaggio e poi brandiscono un iPhone che coprirebbe i costi dello stesso? Andiamo! Siate onesti: dite che non siete abbastanza svegli dal pianificarvi un viaggio autonomamente e preferite illudervi che sia colpa dei prezzi troppo alti di alloggi e ristoranti se passate le vacanze a San Caloggero Marina anziché a Parigi, Berlino, Stoccolma o Praga. Poi vogliamo parlare della scusa, che sento sempre, del “con i soldi di 3 giorni a Londra ci faccio due settimane al mare. Certo, se per voi due settimane a sguazzare nel lerciume e nei carnai di Riccione sia anche solo lontanamente paragonabile a un’esperienza nella città più cosmopolita del mondo, allora siete davvero delle cause perse. Ovvio che se andassi nell’Europa dell’Est, con i soldi che spenderei per un rotolo di carta igienica in Norvegia o Regno Unito, ci potrei fare molto di più, ma io non guardo alla quantità, guardo alla qualità, e perché un viaggio sia qualitativamente soddisfacente per me, deve comprendere mete che molto prima di partire smuovano la mia immaginazione, e che so a priori come andranno ad arricchire il mio bagaglio culturale e di esperienze. La spiaggia organizzata con gli ombrelloni e le ciccione che fanno aqua-gym dubito fortemente che possa stuzzicare le corde dell’anima di chiunque. Poi de gustibus

Non fatevi intimidire dai prezzi, c’è sempre un modo per risparmiare, e anche se l’ultima notte prima del ritorno a casa vi toccherà passarla in bianco sotto una pensilina o all’aeroporto per risparmiare i soldi di una nottata in ostello, be’…che male c’è? Sempre che non ci siano -20° non muore nessuno per una notte senza il comfort delle lenzuola, e si vuole viaggiare tanto vale fare dei sacrifici. Così facendo potrete assicurarvi un’esperienza di vita davvero rilevante, e non la falsa esperienza di plastica prodotta in serie di agenzie e viaggi organizzati.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Rici Nì Saorsa ha detto:

    Sull'esperienza autentica sono più che d'accordo! Io non sono certo il tipo da villaggio turistico tutto compreso: preferisco viaggiare meno ma vivere di più i luoghi che visito. I tuoi consigli sono utilissimi a parer mio! Solo su una cosa non concordo a pieno: il cibo. Sì, farsi spennare nei super ristoranti che magari non usano ingredienti del tutto locali è sbagliatissimo, ma io sono d'accordo che mangiare lo speck in Alto Adige non è come mangiarlo a casa mia. Porto spesso agli amici che ho sparso nel mondo i prodotti della mia terra, e mi capita di mangiarli a casa loro, ma il sapore cambia con il cambiamento d'aria. Come per il vino. Certo, c'è da sapere dove si mangia e cosa si vuol mangiare: anche al supermercato si trovano prodotti spacciati per locali che sono invece solo la "versione per turisti". Sapessi quante volte ne ho visti, sia nelle mie zone sia in posti nuovi. Bisogna informarsi bene, chiedere ai locali con cui si è fatta amicizia, e valutare cosa e dove comprare. Scegliere bene, risparmiare, non restare delusi non è così difficile, come dimostrano i tuoi consigli. Soprattutto, vorrei mettere nella testa di qualcuno che uscire dal paesello non vuol dire entrare nel paese dei serial killer… :PColgo l'occasione per dirti che sto iniziando una nuova avventura: dalla prossima settimana mi trasferisco in Irlanda! Ho letto che anche tu ci passerai qualche giorno, chissà di non incontrarci. Quindi, se avrai bisogno di appoggio o consigli, sfrutta pure una "quasi-locale" sull'Isola di Smeraldo ;)In bocca al lupo per tutto e grazie di questo post! 😀

  2. Roberto Pagani ha detto:

    Hai perfettamente ragione, ho aggiunto un piccolo "edit" per precisare. E' verissimo che tante persone viaggiano proprio con l'intento di fare esperienze culinarie, e visto che queste sono spesso costose le ho saltate a piè pari, diciamo. Io non mi faccio mai problemi per il mangiare, non sono troppo schizzinoso e il cibo mi interessa relativamente poco hahahaha (del tipo che quando andavo a Milano, digiunavo perché i soldi che avevo per il pranzo li spendevo in libri).Per l'Irlanda WOW! Trasferimento a medio o lungo termine? Ti invidio, visto che in estate mi tocca tornare in Italia…se mi troverò impantanato saprò a chi chiedere consigli! Grazie a te, e in bocca al lupo!

  3. Rici Nì Saorsa ha detto:

    Io sono di quelli che adorano scoprire la cucina dei diversi paesi. 🙂 E soprattutto confrontare le "cose per turisti" da quelle autenticamente locali. Ho intenzione di andare a caccia di prelibatezze irlandesi ;)Ah, un'altra cosa che hai fatto giustamente notare e su cui sono straassolutamentissimamente d'accordo è il non essere provinciali! Gli italiani si fanno sempre riconoscere, a volte per fortuna e a volte purtroppo…Il mio trasferimento per ora è di tre mesi. Ma non escludo che possa trasformarsi a lungo termine. Grazie mille! A risentirci presto 😉

  4. Anonymous ha detto:

    Bellissimo post !Parole sante !Sì, io anche dissento un po' sul cibo per il fatto che compro locale d'abitudine e mi scoccia fortemente l'onnipotenza alimentare e i voli transcontinentali che portano la mozzarella di bufala a Pechino inquinando l'aria che renderà la mozzarella di bufala immangiabile … evvabbè.Un'altro suggerimento che posso dare è di "alternativizzare" anche i trasporti: il carsharing è diffusissimo in tutta europa e conviene davvero tanto.Per i più temerari, o forse per chi ha semplicemente vedute più ampie e uno spirito hippie d'altri tempi, suggerisco anche l'autostop !!!Ah, un'altra cosa: viaggiare con i propri soldi ha un sapore davvero diverso. E' come fare la spesa con i tuoi soldi o regalare qualcosa che hai pagato con i tuoi soldi. Una soddisfazione incomparabile. Quindi direi che vale la pena di viaggiare almeno quanto vale la pena di lavorare.Ciauciau !http://forsesipuofare.wordpress.com/

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