Una biblioteca islandese in casa

 

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Devo ammettere che è passato davvero tanto tempo dall’ultima volta che ho scritto, e me ne rammarico, ma sono successe davvero poche cose degne di nota, per cui non ho mai sentito l’impeto di gettarmi a scrivere. Tuttavia, seppur non costituisca un evento eccezionale, qualcosa di pertinente è successo negli ultimi tempi: ho fatto incetta di libri a tema scandinavo. D’accordo, non è una novità, ma questa volta mi sono impossessato di materiale davvero valido, oltre che interessante. Ma andiamo con ordine:

Ho lavorato a lungo alla mia grammatica norvegese in cartaceo, è un lavoro che mi toglie tutte le forze, perché sto cercando di farlo in modo meticoloso, e più scrivo, più mi viene in mente roba da scrivere, più formatto più trovo roba da formattare. Insomma, una spirale senza fine. Mi spiace di non aver ancora concluso, ma il lavoro è davvero immenso, e io sono da solo. Mi scuso con chi aspetta il cartaceo con ansia…ma la vostra pazienza sarà premiata, lo prometto!
Non ho ancora deciso cosa ne sarà della mia vita, anche se sono abbastanza orientato verso la carriera accademica. Per perseguirla però mi aspetterebbero molti altri anni di studio, per cui è un obiettivo piuttosto lontano. Specie grazie al viaggio dell’estate scorsa, ho sviluppato un interesse e una passione molto più marcati per l’Islanda, e mi piacerebbe poter andare a studiare lì cose rilevanti rispetto a lingua, storia e cultura dell’Islanda medievale. Vedremo cosa ne verrà fuori, ma nel frattempo mi sto comunque documentando per studiare e conoscere sempre di più questo campo, che è quello che mi interessa maggiormente.
A questo proposito, voglio mostrarvi alcuni dei testi che ho letto/sto leggendo/leggerò, a beneficio di chi non bazzica frequentemente la rete con il solo scopo di trovare materiale per nerd consumati.

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Neijmann, Daisy, Colloquial Icelandic: The Complete Course for Beginners. Routledge, New York, 2014.
Questo testo, uscito proprio questo mese, mi sta piacendo tantissimo! Lo trovo davvero fluido, e le regole sono spiegate in modo esauriente, anche se semplice. Avevo trovato il Teach Yourself Icelandic un po’ troppo semplicistico e non molto ben strutturato. Questo manuale, con le sue quasi 400 pagine è davvero una buona scelta se vi interessa infarinarvi velocemente di islandese. Si possono acquistare anche CD ed MP3 separatamente, ma non è necessario se vi interessa studiare la grammatica per conoscere la lingua.

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Stefán Einarsson,  Icelandic. Grammar, Texts, Glossary, The Johns Hopkins University Press, Baltimore, 1945.
Testo molto, molto datato. Lo consiglio solo a gente linguisticamente più corazzata e con una preparazione grammaticale piuttosto solida. La parte di pronuncia e grammatica, piuttosto corposa e molto schematica, rischia di essere solo scoraggiante per un principiante entusiasta, mentre la copiosa parte di esercizi, sebbene molto bella, è costituita da versioncine in stile liceale da studio delle lingue classiche. Un metodo che personalmente trovo poco produttivo e troppo dispendioso quanto a tempo. Rimane tuttavia un classico per lo studio dell’islandese come lingua straniera, e vale la pena metterci il naso.

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Geir T. Zoëga, A Concise Dictionary of Old Icelandic, Clarendon, Oxford, 1910.
E non poteva mancare il dizionario! Per l’Islandese moderno, esiste un dizionario italiano, che avevo trovato alla Hoepli di Milano, ma dal prezzo proibitivo. Questo dizionario è di islandese antico, ma può tornare utile anche per la lingua contemporanea. Si trova in tantissime ristampe, più o meno economiche. Il dipartimento dell’università d’Islanda lo considera “Indispensabile”.

Clunies Ross, Margaret, The Cambridge Introduction to the Old Norse-Icelandic Saga, Cambridge University Press, Cambridge, 2010. 
Questo libretto, non molto corposo, ma piuttosto denso, è un’ottima introduzione alle saghe medievali, anche se personalmente l’ho trovato a tratti un po’ troppo tecnico e noioso. E’ diviso in capitoli tematici, per cui uno potrebbe tranquillamente saltare quelli più verbosi o meno interessanti, e concentrarsi sugli aspetti (magari storici anziché formali) che più interessano.

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Fitzhugh, William F. and Elisabeth Ward (eds.), Vikings: The North Atlantic Saga, Smithsonian Books, Washington, 2000.
Parliamone.
Questo catafalco di volume era nella lista di letture preparatorie al master in studi medievali islandesi. E lo credo bene! Un lavoro così minuzioso, ricco e dettagliato non può non servire a un aspirante esperto nel campo. Inoltre, a dispetto delle sue dimensioni e della sua indubbia accademicità, lo trovo leggibilissimo e godibilissimo perfino come lettura da rilassamento domenicale. Si tratta di un lavoro storico, impreziosito da vagonate di cartine e immagini a colori. Se vi interessano i vichinghi non potrà non piacervi. Il tema, cme si evince dal titolo, riguarda principalmente gli spostamenti vichinghi nel nord-Atlantico, Faroe, Islanda, Groenlandia, America.

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McTurk, Rory (ed.), A Companion to Old Norse-Icelandic Literature and Culture, Blackwell, Malden, 2005. 
Sentivo gente nominarlo in università. E a ragion veduta. Questo bel volumone lo definirei il sommo distillato del sapere umano sull’Islanda medievale. Non dico altro se non che non troverete niente di meglio.

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Njal’s Saga. Translated with Introduction and Notes by Robert Cook. Penguin Books, London, 2002.
Non si è mai sentito che la penguin deluda, e non lo ha fatto nemmeno ‘sta volta. La Saga di Njall è una delle epiche nordiche meglio riuscite, un vero colosso letterario scandinavo. Non credete che basti leggersi l’Edda si Snorri per saggiare la bellezza della letteratura islandese. Provate questa e poi ne riparliamo.

Siân Grønlie, Íslendingabók—Kristni saga: The Book of the Icelanders—The Story of the Conversion, Viking Society for Northern Research Text Series 18, 2008.
Due libelli islandesi che narrano la storia del Paese in quanto storia dell’approdo al cristianesimo. I testi sono in traduzione, e corredati di mappa, note e introduzione. Si tratta del libretto arancione, accecato dal flash nella foto di gruppo all’inizio del post. E’ un lavoro specialistico, dunque non adatto a un neofita, a cui consiglierei di cimentarsi in letture più stimolanti! Per chi fosse interessato a questo e altri lavori della Viking Society, sul loro sito è presente la lista delle pubblicazioni scaricabili in PDF. Io ne ho scaricate numerose, ma di quelle che più mi interessano preferisco procurarmi una copia cartacea, si sa mai che capiti in un cataclisma ai miei dispositivi elettronici. Inoltre, un domani, questi volumetti specialistici potrebbero valere o essere rivenduti a molto più di quanto uno osi sperare.

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Stefán Karlsson, The Icelandic Language, Viking Society for Northern Research, University College London, 2004.  
Ancora una volta, un testo piuttosto specialistico. Si tratta della traduzione in inglese di un lavoro islandese che descrive la storia e l’evoluzione della lingua in merito a fonologia, morfologia e convenzioni ortografiche. Interessantissimo e molto ben fatto, come tutti i volumi della Viking Society for Northern Research. Se vi interessate di linguistica o filologia germaniche lo consiglio davvero. E’ un testo abbastanza minuscolo e si divora agevolmente. A piè di pagina, nella sezione sui mutamenti ortografici nei secoli, sono riportati stralci di brani esemplificativi riportanti le convenzioni ortografiche di cui si parla nel testo.

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Egils Saga – Egill Skallagrímsson, JiaHu Books, 2013.
Una delusione. I testi delle saghe sono disponibili online, ma cercavo comunque un testo in antico islandese a buon mercato da poter avere nella mia bibliotechina personale, anche per provare a leggerlo, eventualmente. Il sospetto che ho è che questa edizione sia un copia incolla da qualche versione copyright-free, impaginata alla bell’è meglio. Non esistono apparati introduttivi, nessun commento, nessuna nota o bibliografia che spieghi quali sono le convenzioni ortografiche usate, ed eventualmente a quali manoscritti o studi sugli stessi ci si è rifatti. Ovviamente si tratta di una normalizzazione moderna del testo antico, ma non esiste alcun riferimento a tutto ciò. La foto di copertina e un wallpaper che si trova subito su Google immagine cercando foto sull’Islanda che non siano protette da copyright. Chiariamoci, se uno cerca il testo puro e semplice in un’edizione economica neanche tanto brutta della grande saga di Egill (la mia preferita per ora!) va benissimo, ma per chi volesse approfondire questioni inerenti la saga o il suo testo non c’è proprio nulla.

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