Tutti gli idioti puntano a nord (ma fanno cilecca)

Questo articolo sarà un’invettiva acida e spietata nei confronti di una categoria di persone che gravitano attorno alla mia disciplina e con le quali mi trovo destinato a dover convivere. Mi spiace deludervi, ma una semplice etichetta per definirli comodamente non esiste, io li chiamo co***oni, ma questo termine è troppo impreciso, per cui vedrò di circoscrivere accuratamente l’oggetto del mio sputar veleno.
[edit. un lettore mi ha fornito l’ispirazione, d’ora in poi li chiamerò vikinghiminkia].
Circolano negli ambienti scandinavistici, una genia di tristi figuri che aspirano a una carriera nel campo degli studi scandinavi e nel contempo amano giocare a fare i piccoli vichinghi. O semplicemente i piccoli nordici.
Se sono del Nord Italia odiano a morte i connazionali terroni ai quali – che si rassegnino – il resto dell’umanità li assocerà sempre, mentre se sono del centro o del sud sono spesso vittima del loro self-hatred e soffrono di complessi di inferiorità perché a differenza dei colleghi lombardi sono cresciuti a olio e pesce anziché burro e animali morti. Quale onta!
Di questi tizi se ne incontrano parecchi dall’America, dove l’insicurezza identitaria è dilagante e la gente cerca disperatamente identità di cui fregiarsi, ma anche in Italia non scherziamo. Questi idioti spesso sostengono di credere in Thor e Odino, si definiscono ásatrúarmenn, ovvero “uomini che credono negli dei Asi”, perdono i finesettimana facendo riti che non si sa bene dove abbian preso visto che testimonianze dirette su cosa facessero i vichinghi nelle cerimonie religiose non è che ne abbiamo poi tante, appena possono si ingolfano di carne come se non ci fosse un domani, si vantano di vivere al freddo e di odiare la neve e i terroni che si eccitano quando cade, perché loro “ci sono abituati”, anche se nella maggior parte della Lombardia si hanno meno di 7 giorni di neve all’anno, in media. Si fanno crescere capelli e barbe e si atteggiano a solinghi burini, sostenendo di odiare il vino e preferire quintali di birra con cui si sfasciano da veri nordici. Spesso cercano genealogie, si eccitano perché la forma del loro naso deve sicuramente significare che hanno un antenato nordico, e passano ore e ore a scimmiarsi con articoli che trattano di distinzioni fenotipiche ottocentesce. Spesso si professano di sinistra e socialisti perché la Scandinavia è la zona più socialista del mondo, ma poi si fanno scappare sparate da estrema destra neo-nazi.
Ne ho beccato uno che si professa adoratore degli Æsir, e che si è appeso con dei ganci a un albero per simulare il sacrificio di Odino. Mai sentito che i vichinghi imitassero i loro dei in questo modo. Si sarà confuso con ‘L’Imitazione di Cristo’ e ‘Seguite il mio esempio’.
Sto tizio va berciando che fa incantesimi con le rune, nonostante tutti i manuali di runologia seri (Vi consiglio “Runes, a handbook” di Barnes) smontino queste cretinate new-age e sostengano al di là di ogni dubbio che le rune non fossero simboli magici, ma normali lettere con cui si potevano anche scrivere formule così come con i caratteri latini.
Quello che mi irrita è che questi deficienti studiano per diventare esperti nel campo, e se ottengono anche la laurea – dio ce ne scampi – spesso la usano per dare credibilità alle puttanate che diffondono a mezzo internet. “Il gran maestro dell’ordine runico del Kentucky dice che questo segreto iniziatico è custodito nella sua setta da secoli. Credeteci perché lui è un accademico serio con dottorato a Yale – “.
Tra l’altro, questi pagliacci contribuiscono a diffondere un’idea distorta delle discipline scandinave. Là dove gli studiosi lavorano esattamente come medievalisti italiani, la gente se li immagina come dei lunatici skin-head ossessionati da Tolkien, nerd, beoni, e con la barba lunga. Poco seri e poco utili all’umanità insomma.
Ho assistito a una conferenza di tre giorni a cui hanno partecipato i più insigni medievalisti/scandinavisti. Di barbe non ne ho viste, fatto salvo per un paio di ben curate, e dignitose. Il mio prof. di letteratura norrena quest’anno ha esordito dicendo: “Oh, che bello che quest’anno non ci sono tutte le barbone dell’anno scorso, la classe sembrava un gruppo di rievocazione storica”. È vero, ci sono diversi lumbersexual in Scandinavia. Fanno i finti burini grezzi e sciatti. Ma la verità, credite, posteri!, è che la maggioranza degli uomini scandinavi sono delle fighette oscene normalmente. Gli svedesi sono steorotipicamente considerati dei gagarelli effemminati, con abiti attillati, cappottini e sciarpine, e gli uomini islandesi non sono da meno. Escono il sabato sera con giacchette lucide e attillate, risvoltino ai pantaloni, sciarpine equivoche e mocassini. Altro che vichinghi. Quelli sono morti e fareste bene a rassegnarvici. Se volete fare gli escapists, chiudetevi in una log-cabin canadese, non andate in giro per università vestiti come dei boscaioli lerci, berciando oscenità settariche sulle rune e sbranando bistecche crude a guisa neanderthaliana.
La questione della carne è una delle più patetiche. Consumiamo più carne pro-capite in Italia e Spagna che in Scandinavia, e il Brasile è il più grande consumatore del mondo. Questo perché le verdure sono da donnicciole mediterranee e gli uomini veri del nord di razza superiore sbranano buoi interi quando sono ancora vivi. Certo. Provate a vedere la spesa di una famiglia islandese media. Ma anche solo il costo della carne.
Girano leggende su come in Scandinavia sia impossibile essere vegetariani perché la verdura è importata e costa una caterva. Ragazzi seriamente. Sparatevi.
Sono mesi che non mangio un cazzo di petto di pollo perché costa quindici/venti euro alla vaschetta. Sono mesi che non mangio salmone perché costa quanto la spesa di una settimana. Sono mesi che l’unica carne che mangio sono wurstel danesi del cacchio, oltre a qualche robetta abbordabile alla mensa dell’università. Lo sapete cosa costano due taccole di pancetta? Vendete un rene e lo scoprite. Che le verdure siano molto più care che da noi è verità sacrosanta, ma che si sia costretti a mangiare fiorentine ogni giorno è una minchiata siderale. Inoltre, con l’eredità storica di colesterolo e dieta proteica altamente insalubre che hanno, oggidì i nordici sono ossessionati dalle mode salutistiche e si ingolfano di centrifughe verdi, onnipresenti nei loro bar e quasi assenti da noi. A Reykjavík ci sono più ristoranti vegetarani che in tutta Italia, e l’Islanda non è esattamente un Paese veggie-friendly, specie se paragonato al Regno Unito. Mangiando carne come non ci fosse un domani siete più affini ai brasiliani, just saying.
Poi ci sono i guerrafondai interventisti, ne conosco giusto uno che si dice contrario alla pace perché la sua religione (?!) nordica è un culto di guerra. Nessuno gli ha detto che da più di mille anni la Scandinavia ha abbandonato quelle pratiche e ad oggi è la zona più pacifica del mondo. Nobel per la pace anybody? Imagine peace tower? Incontro tra Reagan e Gorbachev che ha posto fine alla guerra fredda? Questa gente va abbattuta.
Quanto al freddo. Anime candide. Anche gli islandesi hanno freddo. Il corpo di un islandese non è evoluto per sopportare il freddo rispetto a quello di un siciliano. Non è che ci si può abituare a qualcosa che denatura la materia di cui siamo fatti. Non è che a forza di starci vicino, un domani ci si può gettare nel fuoco senza sentire caldo. Gli islandesi gelano, tremano e si coprono bene. Non sono minchioni da andare in giro scoperti quando gela per fare vedere quanto sono ariani in senso nazista e non linguistico. I video che circolano in cui si gettano nella neve o nell’acqua gelata sono video di ubriachi o gente che scherza. Non rappresentano la normalità. Ma vallo a spiegare a questi imbecilli che ho la disgrazia di avere come colleghi, i quali rischiano l’assideramento per mostrare quanto sono nordici e quindi di razza superiore. A loro modo di vedere, il freddo non lo sopportano solo terroni, africani e scimmie. E nella loro mente malata queste tre categorie coincidono.
Va da sé che c’è gente che sopporta meglio di altra alte o basse temperature. Quando sono dal mio amico svizzero mi spoglio quasi nudo perché tiene il calorifero a VI quando per me sarebbe sufficiente a II. Ma se usciamo nella neve con la tormenta non è che posso permettermi di rimanere in maglietta, impettito e scrutando l’orizzonte senza batter ciglio come sulla locandina di un film di quinta categoria. Muoio di freddo, e così chiunque.
Quanto al fare gli snob con la neve, e con i terroni che la guardano e toccano ammirati (= “i veri nordici la odiano perché ce l’anno sempre ed è un fastidio; se ti piace vuol dire che non ci sei abituato e quindi non sei nordico, e dunque inferiore”), devo dar loro una brutta notizia: gli islandesi adorano la neve, e nel sud si lamentano che essa non è abbondante e bella come nel nord, per esempio ad Akureyri, dove è ottima per sciare. Ancora, perché non vi impiccate come fece Odino e ci restate?
Come fai a prendere sul serio gente così? Che credibilità vuoi che abbiano? Inquinano una disciplina bellissima e affascinante con i loro complessi identitari, i quali poi si riflettono sulla qualità del loro lavoro. Caso strano, i credenti in Thor sono quelli che vedono le rune come invenzione germanica anche se quasi tutti i più insigni runologi concordano nel loro essere un adattamento dell’alfabeto latino, che considerano l’Hávamál una rappresentazione pura della morale germanica quando ci hanno beccato l’influenza dei distica catonis, che sostengono la totale estraneità della Scandinavia medievale rispetto alle dinamiche europee, quando è dato assodato che la Scandinavia da quando si cristianizza viene europeizzata rapidamente ed entra nelle dinamiche continentali come tutte le altre aree geografiche, pur con le sue peculiarità.
Tracciare un profilo psicologico di questa gente è difficile, ma in maniera sommaria si può riassumere così:     Si tratta di individui dai forti complessi di inferiorità, i quali cercano una compensazione esterna alle loro carenze interiori. Come i nazionalisti, cercano la superiorità compensatoria nel gruppo di appartenenza. Vero o presunto che sia. Schopenhauer spiegava già come i miserabili senza meriti si rivolgano alla loro nazione per avere qualcosa di cui andare fieri. Penso che lo stesso meccanismo valga per questi personaggi.
Pescano dai miti nazisti del primo novecento e cercano di sentirsi più vicini all’ideale germanico – che purtroppo esiste solo nella loro mente ottenebrata -, credendo in dei pagani, mangiando merda, bevendo piscio, vestendosi come pionieri canadesi, e uscendo smanicati nella tormenta. Ma soprattutto, sparando ogni sorta di sproloqui osceni su storia e letteratura nordica, con i quali vanno a cementare le loro fragili sicurezze.
Insomma. Devo avere a che fare con questi individui “on a daily basis” e la mia tolleranza è messa a dura prova. Cerco la vostra solidarietà.
Un abbraccio!

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. sara.t ha detto:

    Oddio, non ho mai conosciuto gente simile O.o
    però, che dire, ognuno ha le sue croci da sopportare. Facendo parte di un altro contesto anche io vedo gente ossessionata, seppur su argomenti diversi dal Nord Europa. Quindi hai tutta la mia solidarietà 🙂

    Hehe, mi scappa da ridere, perche per la prossima volta che tornerò in Norvegia ho già una lista di potenziali cibi da regalare per riconoscenza sia a italiani che norvegesi.. E non è carne 😀

  2. lospaesato ha detto:

    Purtroppo questa “patologia” colpisce almeno uno studente su 5 per ogni lingua o gruppo di lingue studiato :S I “giappominkia” sono uno degli esempi più palesi in questo senso. Ci si infarcisce di stereotipi nel corso degli studi e si cerca di convincersi che sono veri, salvo poi arrivare sul posto e, pur di avere ragione, continuare a crederci :S

    1. Roberto Pagani ha detto:

      Ah! I “giappominkia”! Ne conosco parecchi! Credo che conierò il termine “vikingominkia” ci sta tutto in questo contesto 😉

  3. sYr pharon ha detto:

    Non pensavo che anche alle magistrali lì ci sarebbero stati questi personaggi.
    I primi giorni all’uni ho provato a seguire una lezione di giapponese e mi sono trovato gente in classe con le fasce di Naruto in testa, oppure compiti di lingua consegnati coi disegnini manga sul foglio. A cinese invece c’erano gli esperti di marketing e futuri imprenditori che “col cinese oggi si lavora e ti assumono”, “è l’economia del futuro!”, e li vedevi tutti persi nel loro mondo.
    Poi è arrivato il boom del neo-paganesimo, e tutti a guardarsi serie tipo Vikings e a credersi nordici purosangue. Uno capisce che sono belle culture, ma non si può diventare fanatici così.

  4. scassandralverde ha detto:

    Un giorno, quando avrò consegnato la tesi e l’incubo sarà finito, ti plagerò e scriverò tomi e tomi di manualistica psichiatrica sui SINOMINKIA.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...