Sumarskóli í handritafræðum – Summer school in Manuscript Studies all’istituto arnamagnæano

Questa settimana si è conclusa un’esperienza davvero importante per la mia formazione e per me personalmente. Ho avuto il privilegio e la fortuna di partecipare alla Arnamagnæan Summer School in Manuscript Studies, un corso di alto livello organizzato con la collaborazione di importanti istituzioni, come l’Istituto Arnamagnæano di Reykjavík, quello di Copenhagen, e le università di Zurigo e Cambridge.

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Invito caldamente chiunque a candidarsi per il prossimo anno: la summer school si tiene alternativamente a Reykjavík, o a Copenhagen, e l’anno prossimo sarà appunto nella capitale danese, il che dovrebbe rendere la partecipazione più semplice per molte persone che si trovano sul continente. Al termine si ottiene un diploma e 5 ECTS, che possono essere usati per la laurea (informatevi presso la vostra università in merito al processo per il riconoscimento). Le richieste sono sempre numerosissime, e il numero è chiuso, per cui potrebbe essere necessario presentare la domanda più volte prima di essere finalmente accettati, ma per i fortunati, il guadagno è incalcolabile.

Tanto per cominciare, l’esperienza è gratuita – ho sentito che forse l’anno prossimo a Copenhagen inseriranno una piccola quota d’iscrizione per carenza di fondi, ma non dovrebbe essere nulla di eccessivo, e poi si finisce a lavorare con alcuni tra i migliori esperti nello studio dei manoscritti scandinavi. L’importanza del loro studio è colossale, dato che spesso costituiscono l’unica fonte storica in nostro possesso per gettare luce su eventi importanti del nostro passato. La produzione libraria islandese, specie nel basso medioevo, è stata miracolosa e colossale, e ci sono ancora tantissimi testi che aspettano di essere studiati, analizzati, trascritti, editi e pubblicati.

Il corso è organizzato in tre livelli: beginner, advanced e masterclass.

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Il beginner è incentrato sull’acquisizione delle nozioni basilari per lo studio dei manoscritti: tipi di scrittura, evoluzione attraverso i secoli, variazioni linguistiche, abbreviazioni, convenzioni per la trascrizione, livelli di trascrizione, stime per la datazione e altre questioni affini. Se avete già una padronanza di questi concetti – o se avete concluso con successo il corso sui manoscritti nel programma di laurea magistrale in studi medievali islandesi, come me e i miei colleghi – sarete inseriti nel corso avanzato, in cui si da per scontato l’abilità di lettura, il riconoscere una grafia, il saper collocare un testo almeno in un arco di un secolo etc., e in cui ci si concentra soprattutto sull’editing. Abbiamo lavorato molto con la creazione di stemma, ovvero sorta di grafici che mettono in evidenza dei possibili rapporti di parentela tra manoscritti. Leggendo da vicino il testo, si possono individuare delle differenze e somiglianze tra i vari manoscritti in cui compare (non esistono due manoscritti che abbiano lo stesso testo riportato parola per parola), così facendo, aiutati anche dalla datazione fornita dagli elementi calligrafici e linguistici, si può in qualche modo ipotizzare quale sia il testo più antico e vicino all’originale che abbiamo a disposizione. Siamo stati divisi in gruppi di cinque, o ogni gruppo aveva circa dieci manoscritti contenenti la Njáls saga. Si trattava di copie fotografiche, o scansioni digitali HD. Dovevamo leggere gli stessi due capitoli nelle 10 versioni assegnateci e annotare ogni variazione che fosse rilevante in merito al contenuto. Lo step successivo è individuare i criteri con cui scegliere il testo/i testi su cui basare un’ipotetica edizione. Si tratta di un lavoro estremamente coinvolgente. Oltre a questo, abbiamo anche lavorato sull’analisi della poesia scaldica, sull’editing di queste poesie per presentarle in un’edizione, sulle varietà dialettologiche, e su come possono essere utili per stabilire la provenienza di certi manoscritti, e molto altro ancora.

Si inizia alle 9, con un’ora di lezione seguita da pausa caffè offerto dall’istituto, a cui seguono due ore circa di workshop, poi pausa pranzo, un’ora circa di lezione, pausa caffè e altre due ore di workshop, fino alle 5. Il tutto è davvero stancante, specie perché il poco tempo a disposizione porta ad estremizzare la componente di socializzazione, al punto che si finisce a far bisboccia fino alle due del mattino ogni santa notte, ma una settimana così la si può anche tollerare e ne vale davvero la pena. Ho conosciuto tantissime persone fantastiche e con interessi in comune coi miei, che è davvero stimolante e incoraggiante.

Se siete già super-esperti e partecipati alla masterclass, vi aspetterà un duro lavoro molto alacre e intenso – alcuni si fermano fino a sera tardi – di individuazione, analisi e trascrizione di una saga (breve) per una possibile edizione. Quest’anno è toccato alla Ambrosius saga og Rósamundu, una favola probabilmente di origine danese/olandese, tramandata in diversi manoscritti dell’Ottocento. I risultati verranno poi presentati al resto degli studenti e istruttori al termine della summer school.

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Un DISCLAIMER importante: molti studenti, specie nel gruppo principianti, si lamentano di non avere occasione di vedere da vicino e toccare i manoscritti. Questo è comprensibile, ma incauto: i codicologi stessi non lavorano quasi mai con i manoscritti originali. Si lavora sui fac-simili o su scansioni digitali ad alta definizione. Si tratta di oggetti delicati e preziosissimi, per cui vengono tenuti in camere blindate con atmosfera controllata, e escono il meno possibile. Si può chiedere a qualcuno di dare una sbirciatina – chiedere è sempre lecito – ma è molto difficile (seppur non impossibile!) che venga concesso di darci un’occhiata. Questa ovviamente non è una pecca, specie se siamo interessati al contenuto piuttosto che al supporto.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. MeineVorstellung ha detto:

    Noi a Copenhagen la scorsa estate come piccoli principianti abbiamo potuto spesso toccare con mano i manoscritti, però sempre con la massima cautela. E sì, la trascrizione è avvenuta sempre su copie digitali. Son sempre oggetti molto preziosi!
    Io sto ancora aspettando il mio diploma, invece: non so come mai, ma ancora la sezione danese dell’Arnastofun non si è mossa per fornircelo -.-‘.
    Un’esperienza veramente interessante e formativa, comunque :).

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