Apologia dello zapping turistico

Prima del doveroso articolo sul mio viaggio intorno all’isola, e all’esplorazione dell’est, ritengo doveroso introdurre alcuni concetti che dovrebbero ritenersi propedeutici alla lettura di praticamente ogni mio articolo che tratti di viaggi. Mi scuso in anticipo se il mio tono risulterà polemico o stizzito, ma si tratta di una questione che mi irrita profondamente.

Ho avuto in visita la mia famiglia, e per unire il budget al diletto, ho organizzato uno dei miei viaggi zapping, e qui mi sento di introdurre un’apologia per questo tipo di viaggio che è spesso snobbato o considerato stupido da due tipi di persone: quelli che hanno abbastanza risorse da permettersi vacanze estremamente lunghe e dispendiose, e quelli che non hanno troppa voglia di sbattersi. I primi sostengono sempre che non vedi l’Islanda se trascorri meno di un tot in questo o quel posto, i secondi vedono due mete in croce per questo o quel motivo e si nascondono dietro al dito del “preferisco vedere bene un posto piuttosto che correre in giro”.

Tralascio i secondi e mi concentro sui primi: vivo in Islanda da due anni, parlotto l’islandese, ho una buona conoscenza della storia e della cultura di questo Paese, e ritengo di avere una connessione molto più profonda con questa terra che non certi spocchiosi che vengono qui da vent’anni a fare sport estremi ed escursioni in fuoristrada aerospaziali ma non riescono ancora a pronunciare correttamente un singolo toponimo. Quando viaggio, non vedo solo monti e valli, vedo faide, inseguimenti, conflitti, e mi proietto nel cosmo delle saghe medievali. Per me l’Islanda non è un parco giochi dove esercitare le mie velleità da parvenu, ma una passione profonda.

Oltre a questo:

.Vivendo qui posso visitare più e più volte le stesse zone (sono stato nel sud tre volte e altrettante intorno a Snæfellsnes, vedendo sempre posti diversi, per esempio).

. Posso permettermi di selezionare mete che non richiedono lunghe deviazioni, e diluire queste ultime nel corso di più gite.

. L’Islanda è tutta bellissima, ma spesso ripetitiva, e trascorrere due ore ad arrancare su ogni colle brullo e guardarsi intorno per poi fare foto che sembrano tutte uguali non è necessariamente il modo migliore di viverla. Qui mi attirerò le ire di tanti guru, ma molti dei panorami islandesi possono essere davvero monotoni e scarni (che è il loro bello), ragion per cui, camminare per tre ore su una distesa di detriti lavici grigi verso un monte che alla fine si scopre di non poter raggiungere per via di un torrente impetuoso non è per forza una buona idea.

. Dopo aver girato tutto il perimetro, mi sento di dire che una corsa folle tutta intorno con solo due o tre lunghi stop non sarebbe comunque una corsa sprecata perché vedere bene cinque o sei mete a sud tre delle quali richiedono lunghe deviazioni ed escursioni, e vederne bene una a sud, una a est e una a nord ciascuna delle quali si trova vicino alla Strada 1 fa poca differenza, ma nel secondo caso ti godi dalla macchina i paesaggi spesso cangianti di quasi tutta l’isola, che non è un’esperienza da poco, visto che quasi mai in Islanda si passa da strade che ricordano le statali della bassa padana fatte di campi, fossi e stabilimenti industriali.

. Spesso i viaggi organizzati e costosi sono calibrati sul ritmo flemmatico dei neopensionati con la pancetta incipiente e il senso del tempo dilatato dall’assenza di orari di lavoro. Io onestamente, le volte che ho seguito viaggi organizzati, mi sono sempre stufato nelle lunghe soste e sentivo il bisogno di andare oltre quando tutta questa gente riguardava con calma le stesse cose. Massimo rispetto, ma io – forse per via della mia iperattività – preferisco un ritmo più serrato tra le mete, e questa soluzione, che piaccia o meno a certi autoproclamati veterani con le risorse per passare 20 notti in albergo 4 stelle e noleggiare fuoristrada o snowmobile, è quella che meglio mi si adatta e che mi permette di trarre il massimo dai miei tour per l’Islanda. Specialmente quando è pieno di gente, passare 30 o 40 minuti a Gullfoss mi sembra davvero uno spreco. Costeggiare il litorale di Jökulsárlón, cosa che ho fatto due volte, non è necessariamente una furbata, perdi un’ora e i cambi di panorama sono quasi irrisori.

. Se vorrò trascorrere (e l’ho fatto) più giorni nello stesso posto per esplorarlo meglio, lo farò, ma non trovo che un viaggio più spedito mi abbia mai dato meno di uno più posato.

Per questo mi sento di dire a tutti: se non potete permettervi lunghe vacanze costose in Islanda, non date retta ai veterani gonfi come pavoni che vi consigliano di noleggiare fuoristrada e andare alla ricerca del nulla cosmico: la macchina più economica di una buona compagnia di noleggio vi permetterà di raggiungere molte delle mete più interessanti, e potrete campeggiare o sostare in ostello per 7-30€ a notte. A certi pavoni questo scoccia perché vorrebbero che l’Islanda mantenesse un’aura di irraggiungibile esclusività.

Nel prossimo post vi racconterò del mio viaggio di tre giorni intorno all’isola, e di come sono riuscito a vedere i principali punti di interesse del sud e dell’est in un lasso di tempo così ristretto.

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. amleta ha detto:

    Ma quando ti è nata questa passione per l’Islanda? Da cosa hai trovato ispirazione per cambiare così tanto la tua vita e andare a vivere lì? Questa terra mi ha sempre incuriosito e ti spiego il motivo. C’è quella cantante, Bjork, che canta quella musica strana e anche il suo modo di essere è così lontano dallo stile di tutte le altre cantanti, per lo più americane e stereotipate, e quindi tempo fa ho fatto molte ricerche su questa terra. Avevo anche pensato di trasferirmi, dopo esser vissuta a Londra per alcuni anni, ma il motivo del freddo mi ha sempre fermato. Io non sopporto il caldo però ho bisogno del sole e della luce e sapere che lì si sta per dei mesi con la penombra mi ha fatto pensare che non potrebbe essere un buon posto per me. Tu che ne pensi?

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