Toccata e fuga #4: il circolo d’oro.

schermata-2016-11-06-alle-20-03-47All’inizio di ottobre, è venuto a visitarmi un cugino dall’Italia. Si è fermato solo un weekend, quindi ho dovuto raccogliere tutto il mio talento per le toccate e fughe e rendere comunque indimenticabile la sua pur breve esperienza. Arrivato di sabato sera, dopo avergli offerto una cena veloce, l’ho portato ad assistere alla vita notturna della capitale islandese e a vederla di notte. Penso sia qualcosa che valga la pena vedere, dal momento che tutti si stupiscono sempre nel constatare quanto sia pazza la movida di un centro che ha pur sempre la stazza demografica di una città italiana di grandezza medio-bassa.

Il giorno successivo, dal momento che mio cugino si interessa di arte, lo ho accompagnato a visitare il Safnahúsið Reykjavíkur, dove si trova una collezione piuttosto eterogenea, che va da alcuni manoscritti medievali, a certi obbrobri di arte moderna, dopodiché abbiamo visitato il Listasafn Íslands, ovvero la galleria d’arte moderna, e abbiamo avuto la fortuna di vedere, al museo nazionale, la spada di età vichinga che era stata da poco trovata nel sud del Paese. Abbiamo passato il pomeriggio nella piscina di Vesturbæjarlaug, esperienza obbligatoria, e abbiamo fatto la spesa per il giorno dopo, in cui abbiamo visitato il circolo d’oro. Non mi fermo a descriverne le tappe nel dettaglio, dato che si trovano già una valanga di informazioni in rete al riguardo, ma ci terrei a spendere due parole sulla parte destra del viaggio, che abbiamo potuto permetterci nonostante le giornate fossero già notevolmente più corte, in virtù del fatto che non abbiamo speso tempi biblici in ogni tappa.

Dopo le classiche mete di Þingvellir, Geysir e Gullfoss, abbiamo visitato il cratere vulcano di Kerið, per poi proseguire verso Selfoss dove, a causa di una mia distrazione nel gestire la musica, abbiamo imboccato la strada sbagliata e ce ne siamo accorti solo mezz’ora quando abbiamo attraversato Hvolsvöllur. Giro panoramico!

Tornati verso Hveragerði, abbiamo proseguito per Þórlakshöfn, e da qui abbiamo raggiunto la zona di Krýsuvík, nella penisola di Reykjanes. Questa zona, oltre a non essere così piena di turisti come le altre tappe del circolo d’oro, è davvero suggestiva, per via dei crateri ricolmi di fango blu-grigio che ribolle, e per le fumarole che si innalzano accarezzando le pareti delle montagne. Degno di nota, appena oltre Krýsuvík, è il lago di Kleifarvatn, che avevo già visitato nel sole di settembre l’anno scorso, e che questa volta era circondato da una nebbia misteriosa, che accentuava l’aspetto tetro delle sue spiagge nere.

Vi lascio qualche snap del viaggio per stuzzicare un po’ la vostra immaginazione!

 

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